Territorio - Volete le nostre macchine? Dateci i nostri soldi!

L’Agenzia dopo la minaccia del blocco auto comincia a muoversi

Roma -

Con il precedente comunicato avevamo suggerito di utilizzare una semplice, economica ma efficace forma di protesta che in qualche ufficio è stata presa con molta determinazione. Non siamo disponibili ad utilizzare la nostra auto per andare in missione almeno sino a quando non riceveremo i fondi del 2009 o un acconto sul 2010.

 

I primi uffici provinciali ad accogliere in massa la proposta sono stati quelli di Roma, Brescia e Piacenza, ma abbiamo ricevuto anche tante singole richieste provenienti da varie parti dell’Italia. L’Agenzia del Territorio preoccupata dei problemi che questa iniziativa le comincia a creare ha inviato una prima lettera di risposta, giunta dopo 4 mesi di assoluto silenzio, in cui ci comunica che a breve ci sarà una riunione per spiegare i blocchi dei fondi del 2009 e l’attività delle rendite presunte. Un segnale importate che deve convincere i lavoratori a muoversi a presentare lettere di indisponibilità all’uso del mezzo proprio che trovate in allegato.

 

Se la missione dell’Agenzia è di combattere l’evasione immobiliare presente sul territorio si dovrà attrezzare per farlo senza gravare sulle spalle dei lavoratori già troppo martoriati. Non è che ci vuole poi così tanto, basta acquistare le auto di servizio e visto come si spendono, inutilmente, i soldi non dovrebbero esserci problemi economici, oppure fare delle convenzioni con chi affitta automobili o anche utilizzare le auto poste sotto sequestro che costano allo stato un sacco di soldi per restare a marcire per anni in deposito presso concessionari.

 

I problemi nascono anche in caso di incidente e allora occorre affrontare tutta una trafila amministrativa, spesso senza il supporto della segreteria dell’ufficio, con il passaggio dai periti, il calcolo dei preventivi, il sollecito per la conclusione positiva della pratica, per poi scoprire, a proprie spese, una serie di cavilli che non ci permettono di recuperare i soldi persi. Se poi si chiede l’intervento dell’Amministrazione, si scopre che questa nulla può fare per venirci in aiuto.

 

Il malcontento sale e invece di risolvere il problema, l’Amministrazione che fa, ci mette sotto la spada di Damocle e apre le convenzioni con i professionisti esterni disposti a fare gratuitamente il nostro lavoro. Qualcuno si è chiesto perché un professionista dovrebbe svolgere il lavoro di accertamento dei fabbricati mai dichiarati impiegando macchine, strumenti e tempo gratuitamente? Noi un’idea ce l’abbiamo e non è affatto positiva.

 

Fermiamo l’abitudine di spremerci come limoni ignorando i nostri diritti e rifiutiamoci di utilizzare la nostra macchina per andare in missione sino a quando non ci daranno i nostri soldi.

 

Scarica il comunicato e la lettera della DC in fondo alla pagina

 

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