MASSA E CARRARA: VERSO L’ACCORPAMENTO DEGLI UFFICI DELLE ENTRATE SENZA UN PERCHÉ

Massa -

Si è svolto giovedì 12 aprile presso la Direzione Regionale un incontro interlocutorio volto ufficialmente a recepire le eventuali problematiche che deriverebbero dall’accorpamento degli uffici delle entrate di Massa e Carrara. La Direzione Regionale è però già al lavoro su quella che non può più essere definita una mera ipotesi. Quello che invece manca completamente a tale progetto è la motivazione. Su nostra precisa richiesta la risposta che abbiamo avuto è un semplice “non sappiamo”.
Si perseguirebbe, pertanto, un ordine di scuderia – una scelta della Direzione Centrale - senza conoscerne i fini.
Fuori dall’ufficialità, poi, la Direzione Regionale si sbilancia ipotizzando con un “qui lo dico e qui lo nego” che tale indirizzo corrisponda al primo passo in ossequio ad una legge finanziaria che impone risparmi a tutta la pubblica amministrazione e al memorandum sul pubblico impiego che prevede una riduzione del numero dei dirigenti.
A nostro avviso, però, questa ipotesi fa acqua da tutte le parti.
La realizzazione dell’ufficio di Massa e Carrara – questa sarebbe la sua denominazione – non prevederebbe la chiusura totale di una delle due sedi ma l’ampliamento di una (Massa) con la relegazione dell’altra ad una sorta di sportello della prima. Se questo è ciò che si prospetta, dove sarebbe il risparmio? Quanto può costare ampliare un ufficio (se non addirittura cercarne uno completamente nuovo) rispetto al risparmio che ne conseguirebbe dalla riduzione del numero dei dirigenti? Ci è stato detto, infatti, che il nuovo ufficio dovrebbe restare monodirigenziale con buona pace di uno dei due attuali direttori di Massa e Carrara (o di entrambi). Tutte le garanzie, invece, sono state date sul totale utilizzo del personale attualmente in servizio nei due uffici, di cui una sola parte (quella dei lavoratori non impegnati al Front-Office di Carrara) sarebbe investita dal trasferimento verso la nuova sede.
Non ci sembra, questo nostro, un interrogativo campato in aria; senza tralasciare, poi, l’altra domanda: perché Massa e Carrara? Possibile che in tutta Italia la priorità della riorganizzazione delle sedi dell’Agenzia sia proprio Massa e Carrara? Quale può essere, allora, il reale motivo? A nostro parere l’accorpamento di Massa e Carrara potrebbe essere la testa di ponte per saggiare le reazioni (sindacali e non solo) ad una riorganizzazione decisa unilateralmente per poi procedere, manu militari, ad un intervento assai più incisivo e generale.
È innegabile, ormai, che si stia lavorando a livello centrale alla revisione degli uffici. Non ci sono ancora direttive ufficiali. Certo è, che se le decisioni fossero lasciate in mano ai direttori regionali, in Toscana si procederebbe alla chiusura di tutti gli uffici con organico inferiore alle 30 unità! Dislocare il personale dell’area controllo nei capoluoghi di provincia e lasciare la periferia ai soli servizi al contribuente, in quanto non ci sarebbe più il bisogno per l’attività accertatrice di essere presente sul territorio.
Se anche la razionalizzazione della spesa e l’ottimale funzionamento degli uffici fossero il solo reale volano di questa nuova rivoluzione, ancora una volta a pagarne le conseguenze sarebbero i soli lavoratori, costretti a nuovi forzosi trasferimenti. E pensare che meno di dieci anni fa, con l’avvio degli uffici unici, non pochi sono stati i colleghi che si sono trovati a dover cambiare ufficio, casa, abitudini di vita. E adesso, se è veramente fallito (ma è tutto da dimostrare) il primario impianto delle agenzie, non sarebbe doveroso chiedere il conto a chi ha voluto quegli uffici e quel tipo di struttura, invece di tornare a battere cassa dai lavoratori?