Dogane Lombardia. “LA GATTA FRETTOLOSA FA I GATTINI CIECHI”

Milano -

Gli scriventi Referenti per il Coord. Reg. Lomb. Dogane, avanzano fortissime perplessità circa l’attuazione degli Uffici Unici per la Lombardia, così come si stanno delineando nelle scelte di questa Amministrazione.

Criticano l’improvvida accelerazione voluta dall’Amministrazione Centrale per la realizzazione di trasformazioni così innovative che, alla luce dei pessimi conseguimenti di tali progetti, almeno cosi come fin ad oggi ottenuti in altre realtà, paiono destabilizzanti per la vita stessa delle locali attività delle Dogane e per le gravi criticità che fin da oggi già si possono prevedere.

Si teme, rispetto alle ipotesi di realizzazione degli istituendi Uffici Unici di Como e Brescia che, sia per la promessa mobilità di personale solo su base volontaria, sia per la giusta applicazione delle norme in materia di D.L.vo 626/94, esistano gravi perplessità di fondamento.

Quanto sopra, attese anche le dichiarazioni rese dal Direttore Regionale circa:

gli eventuali aggiustamenti necessari per la piena corrispondenza fattuale tra operatività e risorse, presso ciascun ufficio,

le attuali mancanze di fondi per fare fronte ai lavori in generale, seppure, non necessariamente da intendersi come somme non erogabili o stanziabili in assoluto.

Questa O.S., per di più, ha avuto modo di prendere visione dei Verbali di Assemblea dei lavoratori degli UU.TT.F di Brescia (29.03.07) e Como (07.05.07), ove sono dichiarate una serie di condizioni che i funzionari avanzano, sia in ordine alla logistica delle sedi, sia in ordine alle condizioni degli ambienti con riguardo al D.L.vo 626/94.

Anche a seguito dell’inquietudine mostrata dai Colleghi dei sopra richiamati Uffici, la scrivente Organizzazione ha deciso di porre una seria pregiudiziale a qualunque accordo che non tenga in attenta valutazione:

le segnalate condizioni esposte e verificate dagli stessi lavoratori, oltre a pretendere che ovunque l’applicazione delle condizioni di igiene e sicurezza siano aprioristiche a qualunque iniziativa; si ricorda, inoltre, che tali adeguamenti sono, ed erano, obbligatori per l’Amministrazione Pubblica fin dal 1996,

l’anzidetta richiamata assicurazione di non ricorrere alla mobilità di ufficio avvalendosi, piuttosto, di una più ponderata e consentita applicazione dell’art. 30 d.l.vo 165/2001 per il passaggio diretto di Personale tra Amministrazioni diverse e, comunque, per una più ampia applicazione del medesimo Decreto per tutto ciò che riguarda uffici, piante organiche, mobilità e accessi ivi disposto al Capo III.

Resta impregiudicata e condivisa, con alcune altre OO.SS., l’eccezionale preoccupazione della soppressione di taluni Uffici Unici per la Lombardia, oltre al declassamento di alcune altre sedi in S.O.T., di cui ancora oggi non sono chiare le competenze. Questo anche a fronte di gravissime carenze di organico in onerosa sinergia con i più complessivi impegni comunitari.

D’intesa con diverse altre Sigle, si è altresì dell’opinione che la prospettata formazione, finalizzata ad una migliore integrazione tra Uffici, resta un’ottima intenzione ma rischiosamente inadeguata per lo storico atteso rinnovamento.

Infine, si è del parere che non si debba per forza concludere un accordo ove quanto espresso, nel complesso confronto sul tavolo regionale, non trovi il giusto ascolto o la legittima sintesi; il paventato rinvio ad un consenso di specie con l’Area Centrale del Personale, non potrà che, da quest’Ultimo, essere vissuto come imposto, fatto senza un’oggettiva conoscenza del territorio/utenza e la Lombardia – Regione che già paga gravi inadeguatezze rimaste inascoltate per anni - rischierebbe una conflittualità tale da rallentare, invece di accelerare, il processo di attivazione dei propri Uffici Unici.