PIETRO

In un momento assolutamente surreale, dove il dolore offusca la mente e le lacrime la vista...….

Pietro Falanga in una recente manifestazione.

Roma -

Adesso che non ci sarà nessuno che “rivedrà” il comunicato, che troverà la parola giusta, che avrà l’intelligente guizzo di trovare il titolo azzeccato, l’idea geniale per esprimere le nostre idee, per veicolare le nostre battaglie o molto più semplicemente per celebrare le nostre vittorie.

Sì le nostre vittorie: la quattordicesima mensilità poi concretizzatasi con la stabilizzazione di parte del salario accessorio… non ci credeva nessuno; i passaggi economici altra chimera per noi tutti inchiodati da anni luce allo stesso livello, nella stessa posizione, la promessa ormai strappata di rivedere il comma 165 con le nostre “raccolte di firme”, e oggi la battaglia appena iniziata per l’indennità unica di area: noi, i soliti sognatori, quelli dalle richieste demagogiche e impossibili, quelli sempre contro tutto e tutti …..Quelli veri come Pietro Falanga per cui l’impossibile deve essere sempre possibile.

Abbiamo fatto un lungo percorso insieme, ci siamo dati forza l’un l’altro abbiamo anche discusso aspramente perché “il dibattito, lo scontro la dialettica insomma, è il succo della democrazia” e oggi ci viene voglia di fermarci, di mollare, di mandare a quel paese i lavoratori a volte ingrati, l’Amministrazione e le “altre” sigle spesso persi dietro una logica che non ci appartiene e mai ci potrà appartenere.

Dedicare la propria vita, il proprio tempo correre sempre come pazzi per un’idea, per arrivare in tempo ad una riunione piuttosto che all’ennesima iniziativa o semplicemente per mettere sul sito il comunicato, in questo momento di dolore immenso ci chiediamo quanto valga la pena .

Ma sappiamo anche che noi siamo questo , che non riusciremmo a essere altra cosa che non riusciremmo a essere diversi da noi stessi sappiamo che se ci fermassimo ora Pietro Falanga si incazzerebbe .

Stiamo raccogliendo le forze perché il vuoto che sentiamo dentro è troppo grande, nei prossimi giorni saremo inevitabilmente meno presenti e sarà questo il segnale tangibile per tutti, di quanto questo vuoto sia grande.

Oltre al vuoto Pietro ci ha lasciato una grande eredità di cui oggi ci dobbiamo sentire tutti responsabili, un pezzettino per uno di lavoro in più sarà come non tradire il suo ricordo.

Invitiamo tutti i lavoratori ad un momento di riflessione per ricordare la sua figura.

Lasciateci scappare un moto di rabbia per tutti quelli che in questi mesi ci hanno definito fannulloni e parassiti con un detto romano “sciacquatevi la bocca prima di parlare di noi”.

In questo momento noi che abbiamo lavorato da anni insieme a lui possiamo fargli solo una promessa : le nostre idee non si fermeranno mai!

Statene certi che dopo questo momento di amarezza la nostra rabbia, la nostra determinazione e le nostre rivendicazioni voleranno ancora più in alto.

Ciao Pietro.

 

Esecutivo Nazionale RdB CUB PI Agenzie Fiscali