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Lazio - Osservazioni sulla relazione tecnica del 7 marzo 2017 sulla PRESENZA DI AMIANTO presso la sede di viale Ciamarra

Roma -

Dal sito di AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) scopriamo che il mesotelio è un tessuto che riveste, come una sottile pellicola, la parete interna di torace e addome e lo spazio intorno al cuore. Questa membrana riveste anche la maggior parte degli organi interni e li protegge grazie alla produzione di un particolare liquido lubrificante che ne facilita i movimenti.


Il tumore che nasce dalle cellule del mesotelio viene definito mesotelioma e può avere origine in varie parti del corpo tra cui il torace e l'addome.

 

CHI E’ A RISCHIO

Il principale fattore di rischio nel mesotelioma è l’esposizione all’amianto: la maggior parte di questi tumori riguarda infatti persone che sono entrate in contatto con tale sostanza sul posto di lavoro.

L’amianto è pericoloso per la salute poiché le fibre che lo compongono, possono essere inalate e danneggiare le cellule mesoteliali provocando in alcuni casi il cancro.

Se si depositano nei polmoni, queste piccole fibre possono dare origine ad altre malattie come, per esempio, l’asbestosi o il tumore polmonare.

E’ importante ricordare che possono passare anche più di 20 anni tra la prima esposizione all’amianto e l’insorgenza dal mesotelioma e che il rischio non diminuisce una volta eliminata completamente l’esposizione, ma rimane costante per tutta la vita.

Non esiste una soglia oltre la quale si può essere certi della pericolosità dell’amianto: in teoria anche una sola fibra può provocare il cancro

“Per cui le analisi eseguite e trascritte nella relazione attestano la presenza di amianto: se AIRC asserisce che non esiste una soglia oltre la quale si può essere certi della pericolosità dell’amianto è lecito chiedersi se i lavoratori che hanno prestato servizio nell’edificio per anni sono da considerarsi esposti all’amianto o no come conclude l’RSPP.[dalla relazione tecnica del 7 marzo 2017]”

 

QUANTO E’ DIFFUSO

Il mesotelioma è raro prima dei 50 anni e presenta un picco massimo attorno ai 70; la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi si ferma poco al di sotto del 20 per cento nella fascia di età tra i 45 e 54 anni e diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’età.

“Il dato è sconcertante; a 70 anni il personale è già in pensione e l’eventuale insorgenza della malattia colpirebbe nell’età in cui è molto difficile combattere per vedere riconosciuti i propri diritti. [dalla relazione tecnica del 7 marzo 2017]”

 

PREVENZIONE

Il modo migliore per prevenire il mesotelioma è evitare o comunque limitare al massimo l’esposizione all’amianto: la legge 257 del 1992 OBBLIGA a verificare la presenza di amianto negli edifici pubblici come ad esempio le scuole, ma anche nelle vecchie case possono essere presenti tracce di questo materiale…

 

Dopo tutto questo USB pretende di avere risposte chiare alle seguenti domande:

E’ stata verificata la presenza di amianto nel 1992?

Sono state date disposizioni per smaltimento/confinamento dello stesso?

Ai lavoratori sono state date informazioni e misure comportamentali in merito?

Nei lavori di manutenzione o eventuale rimozione sono state date disposizioni cautelative ai lavoratori?

Al momento del contratto d’affitto, la proprietà dell’immobile ha informato e esibito certificazioni in merito all’amianto?

Nel Documento Valutazioni Rischi i datori di lavoro (direttori) succeduti negli anni, come hanno valutato il rischio/pericolo Amianto?

 

La nostra Amministrazione, oltre a preoccuparsi di produttività, badge, tornelli, controlli audit, sanzioni disciplinari, posizioni organizzative e tutte le altre “importantissime” cose, dovrebbe avere a cuore la salute dei propri lavoratori.

 

Vogliamo sapere se tutto ciò che era possibile fare sia stato fatto, senza negligenze e senza sottovalutare la situazione che, come appena descritto, è seria, molto seria!

 

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