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SVUOTAMENTO PRIMA AREA, ANZI SOPPRESSIONE.

Roma -

Quante volte ci siamo sentiti dire: bisogna salire su questo treno perché non si sa quando ne possa passare un altro?

Ecco un treno, quello del contratto Agenzia Fiscali del 2004, era il treno su cui salire per svuotare la prima area. Quello che nelle Agenzie Fiscali si riuscì a fare non riuscì nell’ex AAMS, seppure una norma di raccordo inserita nel contratto 2009, anno in cui l’ AAMS venne inserita nel comparto agenzie, ne prevedesse la possibilità. La dirigenza dell’epoca non fu all’altezza della soluzione di questo problema.

Mancanza di fantasia, mancanza di coraggio o probabilmente mancanza di interesse.

Da li a poco entrò in vigore la legge 150, la cosiddetta Brunetta, che prevedeva ulteriori vincoli normativi e il blocco dei contratti, e il problema diventò ancora più complesso.

E così non si riuscì a sfruttare neppure il treno dell’incorporazione con le Dogane e sebbene l’Agenzia, nel 2015, dimostrò di condividere la necessità di procedere allo svuotamento, la questione è ancora irrisolta.

Nel frattempo, a seguito di reclutamento di personale da altre amministrazione la prima area è stata nuovamente rimpinguata in tutte le Agenzie Fiscali, anche dove si applicò lo svuotamento, e il congelamento dei budget assunzionali per la mobilità dalle province hanno negli ultimi anni impedito anche una soluzione concorsuale.

USB ha sempre posto l’accento su questo problema, in ogni riunione, in ogni trattativa, in ogni volantino ha sottolineato l’urgenza della risoluzione di questo annoso problema.

Qualche magra consolazione economica è stata almeno prevista dagli accordi sui Fondi aziendali per l’area Monopoli (l’unico che abbiamo firmato), con l’equiparazione dell’aliquota di produttività fra prima e seconda area. Per Entrate e Dogane, incomprensibilmente, nemmeno quella.

Dopo anni di stallo, i lavoratori della prima area sono ovviamente i più colpiti dai sette anni di blocco contrattuale, dai tagli del salario accessorio, e, senza nemmeno aver potuto beneficiare delle forme di stabilizzazione come le progressioni, vivono una condizione di emergenza salariale che deve essere risolta, non c’è più tempo per aspettare che si creino le condizioni giuste, vanno create.

USB è per una soluzione radicale del problema e ha presentato all’Aran una piattaforma contrattuale che prevede l’Area unica. Stavolta non basterà svuotarla: per non ripetere l’esperienza già vissuta dal 2004 in poi il contratto dovrà prevedere la soppressione di un’area che non è più giustificabile con le attuali mansioni.

Ma, al di là di quale sia lo strumento da utilizzare per risolvere il problema, è evidente che la soluzione sarebbe facilitata da una presa di posizione netta da parte dei vertici delle Agenzie, non meno netta di quanto avviene quando in ballo ci sono posizioni organizzative, incarichi di responsabilità, POT.

Abbiamo a tal fine scritto ai Direttori delle Agenzie.

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