Verso lo sciopero delle Agenzie Fiscali

Roma -

Anche quest’anno il confronto tra il Mef e le OO.SS si è svolto secondo uno schema rituale, fuori tempo massimo e con la consueta assenza dell’autorità politica.

La Convenzione ha rappresentato per quanto riguarda gli obbiettivi, la nuova mission delle Agenzie oramai, specialmente per quanto concerne le Entrate, totalmente orientata ad una funzione di consulenza delle banche e delle grandi imprese, mortificando l’attività di contrasto all’evasione fiscale e quell’articolo 53 della Costituzione che dovrebbe orientare l’azione fiscale.

Ed anche il nuovo volto che assumerà l’Agenzia delle Entrate è ormai tutto proteso a costruire una struttura organizzativa nella quale l’attività di contrasto all’evasione risulta notevolmente ridimensionata.

Sul versante delle politiche del personale, dopo le difficoltà incontrate nell’Agenzia delle Entrate a trovare sufficienti fonti di finanziamento per le progressioni economiche, ci aspettavamo che al tavolo sulle Convenzioni si affrontasse il problema e si individuassero delle soluzioni.

Invece nulla. Anche quest’anno, come se nulla fosse successo, dal confronto non è arrivata nessuna risposta e così le progressioni economiche alle Entrate continuano a rimanere vittime di un doppio corto circuito: normativo, innescato dal fatto di aver posto a carico delle risorse certe e stabili dei Fondi il finanziamento delle progressioni economiche senza aver previsto meccanismi che li alimentassero, e sindacale, frutto della sconsiderata scelta delle altre OO.SS di interrompere la trattativa sulle progressioni economiche alle Entrate mettendo a rischio la possibilità di avviare il percorso nell’annualità 2017.

Proprio per far fronte a quel cortocircuito normativo, da anni chiediamo la STABILIZZAZIONE di parte della quota incentivante destinata a retribuire la produttività, che pure dallo scorso anno ha subito delle modifiche legislative senza minimamente venire incontro alle esigenze di certezza e stabilità delle risorse che da anni rivendichiamo.

Ancora una volta al momento della firma della Convenzione non vi è alcuna quantificazione di risorse della quota incentivante che spetterà ai Lavoratori a fronte degli obiettivi raggiunti, si è semplicemente sostituita l’incertezza legata alla firma del decreto sul comma 165 al nuovo meccanismo previsto dalla 157/2015.

L’unica cosa certa è che le risorse non potranno superare la media di quanto ricevuto nell'ultimo triennio. Evidentemente il Mef sentiva l’esigenza di mettere un ulteriore tetto alle Agenzie Fiscali, come se non bastassero quelli che da anni colpiscono il salario accessorio di tutti i dipendenti pubblici ad impedire che gran parte di quelle risorse arrivino effettivamente nelle tasche dei Lavoratori delle Agenzie Fiscali.

Sul fronte delle Entrate da mesi ribadiamo la necessità di riaprire il tavolo sulle progressioni mettendo sul piatto tutte le risorse per avviare una nuova stagione di progressioni economiche. Ora non c’è più tempo da perdere, nel mese di settembre quel tavolo va riaperto per concludere la procedura entro l’anno perché una cosa è certa: dopo 5 anni di blocco normativo non rinunceremo ad una nuova stagione di progressioni economiche che coinvolga tutto il personale delle Agenzie Fiscali.

L’USB, alla quale non appartengono mobilitazioni annunciate e mai fatte, con il successo del referendum telematico e delle tante assemblee svolte ha dato voce all’esigenza dei lavoratori di concludere un accordo sugli sviluppi economici impiegando tutte le risorse disponibili e senza valutazione.

Anche alla luce dell’incontro di ieri, dobbiamo riprendere quel percorso, e come O.S. siamo pronti a proclamare uno sciopero di tutto il comparto!

USB Pubblico Impiego - Agenzie Fiscali