Entrate - Chi si mobilita e chi s’inchina: storia di un inciucio annunciato

Roma -

E anche questa volta il copione si è ripetuto: dopo anni di inciuci, ancora una volta i soliti sindacati si vendono per 30 denari che, al cambio attuale, valgono 8 milioni di euro. Infatti, a fronte di tagli che alle Entrate ammontano per l'annualità 2016 a ben 55 milioni, gli 8 milioni inseriti nella legge di bilancio serviranno integralmente, (o nella migliore delle ipotesi quasi integralmente) per ritoccare le retribuzioni delle Posizioni Organizzative (PO) e degli Incarichi di responsabilità (IR).

 

E' in questa ottica, infatti, che si inserisce la sottoscrizione da parte di cgil, cisl, intesa e salfi dell'accordo del 28 dicembre che proroga fino al 30 giugno 2019 il finanziamento delle PO e degli IR continuando, tra l'altro, ad utilizzare soldi fissi e ricorrenti del fondo di tutto il personale che dovrebbero, invece, essere impiegati per dare riconoscimenti economici e professionali a tutti i lavoratori.

 

Il resto, compreso l'inutile e rituale accordo di programma, è il consueto niente mischiato col niente che risponde a una logica alla quale siamo abituati da tempo: l'Amministrazione sigla accordi per incassare ciò che ha a cuore (ovvero esclusivamente le sorti di una fascia ridottissima del personale, cioè i 3.500 destinatari di tali posizioni a fronte dei 40.000 lavoratori del settore) e in cambio rilascia ai sindacati qualche paginetta in cui si annunciano i compitini da fare, la calendarizzazione di futuri incontri e l'immancabile elenco di buone intenzioni per l'anno che verrà.

 

Né deve trarre in inganno la sottoscrizione dell'accordo sull'acconto 2018, che tra l’altro per la prima volta indica un valore massimo e non uno preciso e chiaro: si tratta di soldi che spettano ai lavoratori e nel contesto in cui è maturato tale accordo sarà utilizzato dai sindacati complici per provare a gettare fumo negli occhi e tentare di nascondere i 55 milioni di tagli sul 2016.

Quest’anno poi non doveva e non poteva essere sottoscritto un accordo fotocopia di quello degli scorsi anni, in occasione dei quali USB aveva chiesto invano che venissero unificate le aliquote fra Prima e Seconda Area. Alla fine firmammo quegli accordi, ma c’era un appuntamento contrattuale che avrebbe dovuto dare risposte sull’ordinamento professionale.

 

Ora che il CCNL, purtroppo, è stato firmato senza che contenga alcuna novità positiva al riguardo, considerato che nel 2019 si concluderà un’altra procedura di passaggi a cui lavoratori della Prima Area non potranno partecipare, sarebbe stato opportuno equiparare il parametro per l’acconto del 2018 con quello della Seconda Area portandolo da 100 a 158 con un previsto incentivo max di 1.338 euro invece dei miseri 847 euro lordi. Nessuno deve rimanere indietro!!!

 

Invece è andato in onda un copione già visto mille volte in cui i sindacati fanno comunicati unitari, annunciano mobilitazioni imminenti che naturalmente non mettono mai in campo e poi puntualmente il fronte sindacale, presunto unitario si spacca, e tutti si ritirano in buon ordine: chi   firmando accordi capestro, chi, magari non firmando, ma senza muovere un dito per cambiare davvero le cose.

 

Sarebbe bello che i lavoratori cominciassero il nuovo anno regalando a chi svende i nostri diritti (cgil, cisl, salfi e intesa in primo luogo), la disdetta sindacale (che ad ogni buon fine vi alleghiamo e che potrete consegnare alla vostra segreteria con preghiera di inoltro alla competente Ragioneria Territoriale) in modo che forse in futuro questi signori ci penseranno due volte prima di utilizzare il vostro sostegno per fregarvi di nuovo.

 

Per quanto riguarda l'USB abbiamo verificato in questi mesi la disponibilità dei lavoratori a lottare per recuperare quella parte di salario che da troppi anni ci viene costantemente sottratta e per stabilizzare quote importanti di quelle risorse per fare nuove progressioni o per istituire una quattordicesima mensilità.

 

Lo abbiamo verificato nelle assemblee e nella bella e partecipata manifestazione tenuta davanti al Mef il 18 dicembre durante la quale abbiamo anche avanzato una proposta normativa che abbiamo già sottoposto alla autorità politica.

 

L'USB si impegna a tenere alta la mobilitazione e ad onorare l'impegno assunto con i lavoratori fino al raggiungimento degli obbiettivi che ci siamo prefissati. Indietro non si torna, nemmeno per prendere la rincorsa!

 

RECUPERARE SALARIO – RECUPERARE FUTURO

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