A forza di manovrare... hanno tamponato gli ex Monopoli

No alla stabilizzazione forzata dei lavoratori ex Monopoli ed ETI, si ripristini volontarietà

All’interno del Decreto Legge n° 78 del 31/5/2010, noto come “la manovra”, qualche solerte funzionario governativo ha inserito a tradimento una norma (art. 9 comma 25) che dispone, a decorrere dalla stessa data, la stabilizzazione forzata dei lavoratori ex-Monopoli/ETI presso gli enti dove prestano servizio. Noi sospettiamo che siano stati quei dirigenti del MEF che avevano ereditato dal DPF la patata bollente degli ex-Monopoli ancora in comando, e non sapevano come uscire dall’empasse delle ripetute ed inutili riunioni di confronto con le OO.SS.

 

Eppure l’avevamo detto e scritto numerose volte: era molto meglio lasciare le cose così come stavano, con la possibilità per gli ex-Monopoli (ai sensi dell’art. 1, comma 563, della Legge 27/12/2006 n° 296) di chiedere essi stessi la stabilizzazione (laddove l’avessero voluta) piuttosto che rischiare un intervento normativo che non avremmo potuto controllare.

 

Ricordiamo che in questi anni i lavoratori, dopo aver già subito la privatizzazione, hanno più volte respinto l’ipotesi di stabilizzazione poiché considerata per loro, complessivamente, un peggioramento. Invece alcuni (specialmente la CGIL) hanno continuato a fare pressioni, per chiedere il riconoscimento di improbabili avanzamenti di carriera, laddove le norme ormai vietavano qualsiasi forma di finanziamenti ulteriori. Invece di occuparsi preventivamente degli effetti negativi della privatizzazione, la CGIL ha preferito sostenere questa scelta sciagurata che ha portato alla chiusura delle manifatture e dei depositi barattandoli con un pugno di posti nella P.A.

 

La volontarietà è andata su per il camino, con buona pace di quei soggetti che hanno percorso la strada delle interrogazioni parlamentari, consegnando a questo Governo la mannaia dei tagli che da tempo si abbatte sui lavoratori.

 

E il risultato è stato che ora i lavoratori ex-Monopoli in comando o distacco si ritrovano stabilizzati a forza, senza più i benefici del Fondo di previdenza del Ministero delle Finanze e con un assegno integrativo destinato ad essere riassorbito. E se per tutti i lavoratori, grazie alla manovra, ci saranno 4 anni di stop, per i lavoratori ex-Monopoli di anni ce ne vorranno almeno il doppio, prima di vedere un centesimo in più sulla loro busta paga.

 

Ora il Decreto Legge 78/2010 deve essere convertito in Legge, e ci sono 60 giorni (ormai 52). Meno di due mesi per tentare una difesa disperata e rimuovere la norma, ripristinando la preesistente volontarietà. Non vi è nulla da perdere, e quindi vanno battute tutte le strade possibili:

 

1.subito inviare numerosi fax di protesta, individuali, sia ad RdB-USB che agli organi ritenuti sensibili al problema: lo stesso MEF, i gruppi parlamentari sensibili al consenso, legati al territorio; provvederemo a pubblicare un facsimile nei prossimi giorni.

 

2.azioni di sensibilizzazione nei confronti di Province, Regioni ma soprattutto Comuni, che pur essendo parte interessata non sono stati minimamente coinvolti nonostante i continui proclami sulla bontà del federalismo, con buona pace degli amministratori locali che per molti anni si vedranno preclusa ogni strada per nuove assunzioni.

 

3.L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) potrebbe far presente al Governo che la norma viola l’autonomia dei Comuni.

 

4.UNA MASSICCIA PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DI LUNEDÌ 14 GIUGNO E AL PRESIDIO DI PROTESTA CHE SI TERRÀ NELLA STESSA GIORNATA A ROMA SOTTO IL MEF, IN VIA XX SETTEMBRE N. 97, DALLE 9.00 ALLE 14.00.

 

5.qualsiasi altra azione venga ritenuta idonea dai lavoratori colpiti da quest’ulteriore ingiustizia.

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