ADM - Emilia Romagna e Marche, Riorganizzazione sulle spalle dei lavoratori

Bologna -

Come succede ormai da troppo tempo ai livelli centrali, anche la Direzione Interregionale Emilia-Romagna e Marche opera senza curarsi dei rapporti sindacali e di ciò che rappresentano.
L’Amministrazione prima attua un nuovo assetto organizzativo e, senza alcun confronto, lo rende operativo mediante Determina in vigore dal primo luglio, poi solo successivamente, il tre luglio, come una fastidiosa incombenza, convoca le Organizzazioni Sindacali.

In questa riunione, quasi ad auto-celebrarsi, sciorina i presunti aspetti gli aspetti qualificanti del cambiamento: Uffici snelli, a filiera corta e maggiormente operativi.

E’ un metodo che esclude dalla discussione i lavoratori e le lavoratici del settore che non possono, attraverso le proprie rappresentanze sindacali, esprimersi sulle criticità o manifestare le proprie osservazioni.

Il nuovo assetto organizzativo viene così imposto e si decide sulle modalità concrete di lavoro dei dipendenti senza che le OO.SS. possano in alcun modo esercitare le proprie funzioni propositive e inserire correttivi.

Un metodo che USB ha criticato così come pure il contenuto.

Riteniamo preoccupante che l’Amministrazione continui a mostrare di non avere una visione complessiva del futuro dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, ma che, tuttavia, continua ad attuare modifiche disarticolate e per giunta in un momento dove la maggior parte del personale si trova in Smart Working.

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