ADM: RIORGANIZZAZIONE O STRESS TEST?
La riorganizzazione avviata da alcuni mesi, invece di portare maggiore chiarezza e una definizione stabile di procedure e responsabilità, ha generato un clima diffuso di incertezza e tensione, soprattutto nell’area dei Monopoli. In diversi uffici il carico di lavoro è diventato eccessivo rispetto ad altre strutture create con la riforma, costringendo il personale a operare in condizioni di emergenza continua per compensare carenze organizzative.
Scelte incoerenti hanno frammentato uffici già pronti all’unificazione (es. L’Aquila) e attribuito competenze a strutture prive delle professionalità necessarie. In realtà, sarebbe stato molto più semplice e sensato mantenere le competenze negli UADM unificati, laddove erano già presenti le professionalità provenienti dagli ex Sot Monopoli, assegnando alle Direzioni Territoriali un ruolo solo integrativo nei casi in cui tali professionalità non fossero disponibili. L’incapacità di seguire questa logica ha portato a soluzioni improvvisate: delocalizzazioni, condivisioni di personale e ritorni di attività alle sedi provinciali spesso senza ordini formali, aumentando il caos procedurale e la confusione sulle responsabilità.
In alcuni contesti, per garantire il funzionamento quotidiano, si finisce addirittura per aggirare la riorganizzazione stessa, evidenziandone la scarsa efficacia sul piano pratico. Le posizioni organizzative contribuiscono ulteriormente ad alimentare divisioni interne, essendo percepite come distribuite con criteri discrezionali e non coerenti con le reali necessità operative. La somma di questi fattori — frammentazione, carichi disomogenei, spostamenti forzati — ha prodotto una situazione giudicata ormai insostenibile.
Nonostante ciò, la narrazione ufficiale dell’Agenzia continua a descrivere la riorganizzazione come un successo, mentre nella realtà dirigenti e lavoratori si trovano a gestire difficoltà crescenti. Per rendere visibili queste condizioni, USB avvierà una rilevazione dello stress lavoro‑correlato a partire dal Veneto e dal Friuli‑Venezia Giulia, dove la prossima istituzione delle direzioni regionali rischia di aggravare ulteriormente le criticità in assenza di personale adeguato e tempi sufficienti per la formazione. Il questionario anonimo che verrà inviato ai lavoratori servirà a raccogliere dati oggettivi da presentare al datore di lavoro, richiedendo interventi correttivi in linea con gli obblighi previsti dal Testo Unico sulla sicurezza.