Agenzia Dogane -Paghiamo sempre noi?

Roma -

Come avevamo preannunciato, nell’incontro del 30 ottobre abbiamo posto il problema che gli ingressi da altri comparti non sono attualmente regolati in modo da non “riempire” le vacanze di organico potenzialmente destinate ai concorsi interni. Non solo abbiamo posto il problema, ma abbiamo anche chiesto che uno specifico accordo li assimilasse alle nuove assunzioni, alle quali la normativa attuale destina il 50% dei posti vacanti.

 

L’Agenzia ha preso tempo ma ha dichiarato di condividere il problema. Anche la maggior parte delle sigle si sono mostrate disponibili, mentre altre non hanno invece condiviso la necessità di un accordo specifico, giudicando esaustiva la normativa attuale e dimostrando così di sottovalutare il problema, perché non ci risulta che a fronte di centinaia di ingressi da altri comparti, che ci hanno negli ultimi anni consentito di sopperire parzialmente al blocco del turn over, siano stati previsti un solo posto da destinare alla riqualificazione dei lavoratori doganali, né che abbiano influito sulle carenze stabilite dall’ultimo accordo sulle piante organiche.

 

Il vero ostacolo ci sembra l’imbarazzo di alcune sigle dovuto alla firma del “protocollo di Luglio”, che, prevedendo il ricorso alla mobilità, dava per scontato che se ne sarebbero creati i presupposti con soppressioni di uffici e dichiarazioni di esubero, puntualmente nelle previsioni della prossima Finanziaria.

 

Non siamo contro l’ingresso nei nostri ruoli di questi lavoratori, ma contro la soppressione di posti di lavoro e il peggioramento delle condizioni di quelli che rimangono, per questo vorremmo eliminare alla radice l’eventualità che tali ingressi limitino le già scarse possibilità di carriera dei colleghi doganali, affinchè non si creino situazioni di conflittualità fra lavoratori, di lotta fra poveri che distolga l’attenzione dal vero obiettivo per cui dovremmo lottare, ovvero quello di difendere e rilanciare il ruolo pubblico.

 

Su questi temi, fra gli altri, chiediamo di condividere la nostra lotta e partecipare allo sciopero generale del 9 novembre.

 

Sempre nella riunione del 30 ottobre abbiamo appreso dall’Agenzia che:

 

o              ancora non si è risolta la problematica dei rimborsi chiesti da alcune DPT, su sollecitazione del Dpf, ad alcuni colleghi ex  Monopoli per il recupero della differenza dell’indennità di amministrazione fra Ministeri e Dogane. Noi non entriamo nel merito di chi la doveva pagare, ma senz’altro ai colleghi spettava l’indennità dell’Amministrazione dove prestavano servizio e mettere i lavoratori nella condizione di subire una ritenuta sulla stipendio nel frattempo che loro si aggiustano i conti ha dell’incredibile! Se non dovesse arrivare una soluzione in tempi rapidi non escludiamo il ricorso alle vie legali per individuare i responsabili del disagio a cui sono state sottoposte le famiglie di questi colleghi. Qui si aprirebbe un discorso più ampio sulle responsabilità dei dirigenti, che, o perché si coprono dal rischio assicurandosi o perché non vengono individuate,  alla fine non pagano mai.

o              su nostra richiesta, l’Agenzia si è impegnata a fornire un’informativa su che cosa abbia motivato trasferimenti per incompatibilità ambientale a diverse centinaia di km di distanza, quando una normale prassi avrebbe potuto prevedere un allontanamento dall’ufficio con un semplice distacco in uffici almeno della stessa regione. Nel frattempo ha già comunicato l’invio di una task force, presumiamo su base volontaria, mentre a livello locale la situazione è stata affrontata con distacchi coatti anche di dipendenti candidati nelle liste RSU.

o        sui CFL, abbiamo chiesto di avere un’informativa non appena arrivi la comunicazione ufficiale dell’ avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto di stabilizzazione, che notizie ufficiose danno già per firmato.

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