Agenzia Dogane. (quei) bravi ragazzi

Roma -

Contrariamente alle nostre abitudini, oggi vogliamo commentare il comunicato del 17 maggio, in cui CGIL, CISL, UIL e SalFI, dopo aver informato i lavoratori della loro scelta di procedere alle trattative nazionali a “tavoli separati” dalle altre sigle sindacali, riportano la lettera in cui sollecitano le Dogane al pagamento dell’indennità di obiettivo istituzionale del 2006… “preso atto della firma” dicono “del Decreto da parte del Ministro di riparto delle somme relative alla suddivisione delle risorse di cui al comma 165 della legge n. 350/2003”.

Questa lettera, disarticolata dal contesto, sembrerebbe una buona operazione sindacale, ma contestualizzata, disvela tutto il pressappochismo di fare sindacato che ormai attanaglia quelle sigle.

In bentre incontri sindacali nazionali (a tavoli unitari e cercando, come facciamo sempre, di ampliare il fronte dei richiedenti) abbiamo chiesto quello che loro chiedono oggi. Ma loro no. Loro hanno atteso passivamente lo sblocco dei fondi del comma 165.

Sono infatti rimasti in silenzio, pur se da noi sollecitati anche in questo caso ad un intervento unitario, mentre raccoglievamo le firme del personale (circa 3.000 nelle sole Dogane) sulla questione comma 165… loro aspettavano, fiduciosi, senza disturbare troppo il governo amico…

Loro hanno sbloccato i fondi del comma 165? In realtà no. La ripartizione  dei fondi (seppur scarsi) era un atto dovuto, di cui, nei fatti, a quel punto, i sindacati potevano solo “prendere atto” così come aveva detto anche il SalFi, non più di una settimana prima di scrivere nel comunicato comune che stiamo commentando: “grazie all’impegno determinante di queste sigle, sono state assegnate cospicue risorse”… un “cialtronesco” cambio di posizione, forse dovuto al fatto che i “grandi” lo hanno invitato a “giocare con loro”…

Quindi oggi la lettera di richiesta fondi all’Agenzia diviene una vera chicca… che a questo punto non diviene neppure condivisibile, visto che, come al solito, finisce col giocare al ribasso… a chiedere quello che già c’è.

Noi, che da mesi abbiamo sempre riportato l’attenzione sulla questione salariale, crediamo che in questo momento, in cui  peraltro il contratto è scaduto da 18 mesi, i lavoratori abbiano il diritto di avere nelle loro tasche ciò che è loro dovuto.

Le Dogane hanno ricevuto gli 80 milioni della Comunità Europea che, come abbiamo più volte scritto, devono servire anche ad investire sui lavoratori; e anche su questo argomento notiamo il “silenzio assenso” dei firmatari della lettera mentre le RdB hanno già scritto a tutte le autorità competenti (ma quante saranno poi diventate!) per avere contezza dei fondi partiti dalla Comunità Europea e probabilmente persisi strada facendo.

La parte politica ha determinato i fondi del comma 165 spettanti alle Dogane, quindi crediamo sia necessario innalzare l’indennità di obiettivo istituzionale ad una cifra non inferiore ai 3000 euro lordi pro capite, anche in considerazione della differenza della quota stabilizzata per i doganali nel primo CCNQ Agenzie Fiscali.

Questo è il nostro modo di essere sindacato, un modello diverso, forse più faticoso, che vuole incidere sulle scelte, che non vuol semplicemente “prendere atto” ma contare e far contare i lavoratori. Oggi più che mai è importante scegliere.

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