Agenzia Entrate - A volte ritornano (i mostri giuridici)

Altre assunzioni con tirocinio, malgrado l'illegittimità. E altro ancora...

Roma -

 

Il concorso appena bandito dall'Agenzia Entrate per l'assunzione di 1180 funzionari di III area da immettere in posizione retributiva F1 entro la fine del 2008, contiene una serie di interessanti indicazioni sulla deriva paternalistica che l'Agenzia Entrate ha preso e più in generale, offre una possibile prefigurazione di cosa potrebbero diventare gli uffici delle Entrate nel breve volgere di qualche anno.

 

Forse per prendersi una rivincita dopo la forzosa immissione in servizio di ben 750 funzionari che erano stati scartati dall'Agenzia Entrate, gli estensori del bando hanno escogitato una vera e propria corsa a ostacoli con tanto di "giro della morte" finale. L'assunzione con il sistema del tirocinio infatti ravvisa ben più di un elemento di illegittimità come tutti hanno riconosciuto per le vecchie procedure ormai concluse. Ciò accade sia per quanto riguarda la scarsa tutela dei tirocinanti ad esempio in caso di malattia o maternità, sia per quanto riguarda aspetti più insoliti, come l'esclusione dai premi di produttività per i tirocinanti già in servizio con altra qualifica.

 

Le aspettative del management sugli esiti della selezione sono ambiziose. Come riporta la rivista telematica FiscoOggi del 16 febbraio 2008:

 

"...il piano di inserimenti varato dall'Agenzia risponde alla volontà di riqualificare l'Amministrazione finanziaria, come in più occasioni sottolineato dal direttore Massimo Romano: "Non si può fare la lotta all'evasione senza un rafforzamento delle forze in campo. La nostra politica è assumere cervelli. Questo non comporta un aumento della spesa pubblica, ma rappresenta una forma di investimento: più risorse sono destinate al recupero dell'evasione, maggiori saranno le entrate e più alta quindi la possibilità di ridurre le tasse".

 

Sarebbe più corretto parlare di accrescimento della professionalità piuttosto che di riqualificazione, perché quest'ultimo termine suona piuttosto offensivo alle orecchie dei Lavoratori delle Entrate già in servizio. Non parliamo poi dell'obiettivo dichiarato di voler "assumere cervelli". Ci chiediamo: fino a oggi con quali parti del corpo è stato garantito il funzionamento del sistema fiscale? Ma non è tutto. Ritorna, dopo aver caratterizzato tutta la tornata contrattuale, il vizietto della cacciata facile. L'impeto moralizzatore traspare dal punto 2.3 del bando che recita:

 

"... L’Agenzia delle Entrate si riserva la facoltà, in ogni momento della procedura, di procedere [...] all’esclusione dei candidati che abbiano riportato sentenze penali di condanna ancorché non passate in giudicato o di patteggiamento, tenuto conto dei requisiti di condotta e di moralità necessari per svolgere le mansioni proprie del profilo professionale di funzionario, nonché del tipo e della gravità del reato commesso. L’esclusione dal tirocinio può, altresì, essere disposta dal Direttore regionale nelle ipotesi di cui al punto precedente e per comportamenti contrari ai principi di diligenza, correttezza e buona fede...".

 

Ai tirocinanti raccomanderemo la massima prudenza. Commettere reati è molto più facile di quanto si creda, come insegna il codice penale dal quale abbiamo tratto alcuni articoli più o meno a caso:

 

Articolo 674 c.p. - Getto pericoloso di cose: "Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico [...] o in un luogo privato [...] cose atte a offendere [...] ovvero [...] provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l`arresto [...]".

Articolo 659 c.p. - Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone: "Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, [...] disturba le occupazioni o il riposo delle persone [...] è punito con l`arresto [...]".

Articolo 663 c.p. - Vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni: "Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, [...] mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l`autorizzazione richiesta dalla legge, è punito [...]".

 

Chiudiamo con un'ultima osservazione: quante famiglie italiane saranno felici di sapere che i loro figli neo-laureati con 99/110 sono esclusi dalla caccia ai "cervelli"?

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