Agenzia Entrate. CFL, LUPI E PECORELLE. DIBATTITO SU COS'È UN UFFICIO

Roma -

Potrebbe sembrare un puro dibattito filosofico, cercare di stabilire cos'è un ufficio, di cosa è fatto, dove comincia e dove finisce. Ma vogliamo tentare questo dibattito filosofico intorno all'oggetto ufficio, sperando di giungere ad una qualche conclusione. È utile innanzitutto stabilire se un ufficio è fatto solo di cose materiali, telefoni, fax, scrivanie e sedie, o se pure le persone che ci lavorano, le loro relazioni, e le dinamiche interpersonali che si creano, fanno parte dell'oggetto ufficio. È utile ancora, stabilire se i diritti e i doveri di ciascuno, capi e sottoposti, i carichi di lavoro, le aspettative, i ruoli professionali e istituzionali sono parte dell'oggetto ufficio. Noi crediamo di si.

Per quanto detto, è evidente che anche i CFL - lavoratori con contratto a tempo determinato -, sono parte dell'ufficio. Sembra saperlo bene anche l'Agenzia delle Entrate, che dedica quasi un intero numero del giornalino Pagine, (sempre troppo filo-aziendalista per essere credibile) al misterioso mondo dei CFL. I CFL scoprono dal giornalino che dentro questo misterioso oggetto che è l'ufficio, esistono straordinarie figure, come quella del "Referente per la comunicazione interna", il quale ha il compito di orientarli e sostenerli nell'entusiasmante cammino professionale che li attende. Esistono anche simpatici "Capi Area" disponibilissimi "Direttori" e fidatissimi "Capi Team", tutti pronti a dare un suggerimento professionale o semplicemente un sostegno morale alle comprensibili difficoltà che s'incontrano.

“Dimentica”, il giornalino Pagine e anche l'Agenzia delle Entrate, di ricordare ai CFL che dentro gli uffici esistono altre istituzioni, il cui ruolo è sancito dal Contratto Collettivo che potrebbero avere una funzione altrettanto importante, magari non come quella di Mamma Agenzia, ma almeno utile per introdurre i CFL nel mondo altrettanto magico dei diritti e delle aspettative, forse anche dei sogni.

Queste istituzioni sono le "Organizzazioni sindacali", che hanno giocato e giocano un ruolo fondamentale nel definire le dimensioni e la consistenza dell'oggetto ufficio, e nel disegnare quello spazio dei diritti (e dei doveri) che è il sacro e inviolabile recinto entro il quale tutti possono muoversi in libertà e consapevolezza.

Questo spazio è la garanzia di tutti, il luogo nel quale si svolge la vita delle persone che vivono dentro l'oggetto ufficio. Anzi, potremmo dire che la forma di questo oggetto coincide con la dimensione di questo spazio. Fuori da questo recinto esiste l'arbitrio, l'incertezza, la libera iniziativa che non ha niente a che vedere con la funzione pubblica, quindi regolata, che ciascuno è chiamato a svolgere con coscienza.

Fuori da questo recinto ci sono quei "Direttori-lupo" che chiedono con sorriso affabulatore ai "CFL-pecorelle" di offrirsi volontariamente per smaltire fuori dell'orario di servizio, magari a casa, l'arretrato che si è accumulato in anni di carenze organizzative e manageriali. Magari in cambio di qualche oretta di riposo compensativo, che onorevolmente i CFL rinunceranno ad utilizzare. Fuori da questo recinto ci sono quei capi area che spacciano buone valutazioni, che serviranno per possibili rinnovi contrattuali, o per un buon piazzamento nella corsa coi sacchi che chiamano Antares, in cambio della più assoluta cedevolezza morale e dell'indifferenza a ciò che non sia lavoro, lavoro, lavoro.

Ecco perché poi si vedono pochi CFL in assemblea, pochi CFL alle manifestazioni di piazza, anche quando sono fatte per combattere il loro precariato, pochi CFL integrati con il tessuto umano che hanno trovato così disponibile, forse più dei referenti della comunicazione, a introdurli nella scoperta di questo oggetto misterioso che chiamiamo ufficio.

Se dentro il recinto si può essere pecorelle, fuori dal recinto delle regole si rischia di diventare pecore: sparse a brucare dove l'erba è più verde, nella speranza che l'erba cresca sempre. Magari, se chiedessero al referente per la comunicazione interna, anche i CFL scoprirebbero che l'erba non cresce sempre e che quando vengono i tempi di vacche magre sarà utile ripararsi sotto il tetto comune che in tanti anni di scontri e confronti, tutti, amministrazione, sindacati e lavoratori, hanno costruito insieme. Forse anche l'Agenzia delle Entrate dovrebbe dedicare qualche Pagina in più, per raccontare meglio ai CFL, ma non solo a loro, qual è la reale consistenza, forma e materia di questo misterioso oggetto che chiamiamo ufficio.


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