Agenzia Entrate - Madre e matrigna

Roma -

Una contrattazione all’Agenzia delle Entrate è come entrare in una favola. In una favola c'è quasi sempre una madre che talvolta si rivela matrigna, ci sono principi azzurri e ranocchi che aspirano a diventarlo ma non  è detto. E il lieto fine è sempre tutto da scrivere.

 

Nella riunione del primo dicembe per determinare i criteri di ripartizione del Comma 165 anno 2007 fra dirigenti e personale inquadrato nelle aree funzionali, l’Agenzia si è presentata con una proposta preconfezionata che prevedeva la ripartizione di circa 150 milioni di euro così suddivisi: l’8,5% ai dirigenti e il 91,5% al personale. Abbiamo chiesto di destinare alla quota per il personale anche i 16 milioni di euro che il decreto firmato dal ministro Tremonti (quello che finanzia il comma 165 per intenderci) destinava al “potenziamento dell’Agenzia” nonché i 5 milioni di euro finanziati dalla Convenzione fra MEF e Agenzia. La nostra proposta poggiava su un discorso lineare e ragionevole: se l’Agenzia può investire 8 milioni di euro per l’esodo incentivato di qualche dirigente può anche investirne 21 milioni di euro per gli altri 34mila dipendenti. E del resto, quale migliore potenziamento può immaginarsi di quello che stimola i lavoratori a mantenere lo standard di qualità, efficacia ed efficienza che ha permesso di ottenere i brillanti risultati sul fronte della lotta all'evasione fiscale?

 

L’Agenzia, che si era mostrata madre premurosa con i suoi dirigenti, è parsa farsi matrigna davanti a una tale richiesta, dicendosi essa stessa “impreparata” malgrado la nostra proposta fosse stata già dichiarata in precedenti occasioni e in svariati comunicati. Così la matrigna ha preso tempo e la sua impreparazione ha di fatto provocato un ulteriore ritardo per quanto riguarda la corresponsione ai lavoratori delle risorse dell’anno 2007. Come se tutto ciò non bastasse, c’è stata anche una risposta negativa alla richiesta del pagamento immediato del saldo della produttività collettiva del 2007 (circa 500 euro pro capite) prevista dalla Convenzione. L’Agenzia ha asserito di aver già pagato 85.000 euro per il raggiungimento degli obiettivi collettivi e di non avere intenzione di pagarne di più, non volendo così riconoscere (e retribuire) la gran mole di lavoro effettuato per il quale sono stati raggiunti e superati gli stessi obiettivi convenzionali.

 

Ieri intendevamo fermamente raggiungere un accordo per erogare le risorse del Comma 165 del 2007 che, non guasta ricordarlo, si riferiscono a prestazioni di lavoro del 2006; invece non se ne è neppure discusso, come non si è discusso dei criteri di ripartizione della produttività 2007 su base individuale. Diciamo sin d'ora che quando sarà consentito entrare nel merito della ripartizione del FPSRUP 2007 chiederemo che siano rivisti in modo sostanziale i criteri di distribuzione, forti di due ragioni pratiche del tutto evidenti:

 

a) con i criteri utilizzati per la distribuzione dei fondi 2006 le trattative aziendali durano all'infinito come dimostra il fatto che ci sono regioni in cui si deve chiudere o si è appena chiusa la discussione sulla ripartizione dei fondi 2006;

b) alla luce della riorganizzazione in atto, c'è il rischio concreto che senza una procedura semplificata che acceleri le trattative, la mappa degli uffici locali sarà sconvolta dal riassetto e sorgeranno enormi difficoltà pratiche per la chiusura delle trattative aziendali.

 

Chiederemo quindi di estendere i criteri della produttività collettiva affinché le risorse giungano rapidamente ai lavoratori; e chiederemo anche di introdurre parametri legati all'area funzionale e non al livello retributivo, perché in tal modo si semplificherà la discussione, si accelereranno i tempi di liquidazione e sarà stato seguito un principio più coerente rispetto alla realtà lavorativa che è fatta di mansioni d'area e non ancorate alla retribuzione. Chiederemo insomma di fare un piccolo passo verso l'obiettivo dell'indennità unica di area.

 

L'Agenzia ha stanziato nei giorni scorsi ben 8 milioni di euro per incentivare l'esodo di un centinaio di dirigenti e ha elargito svariate mensilità di accompagnamento alla pensione (dorata, non certo di latta come quella che attende i "livellati") a chi ha più di 40 di servizio o 65 anni di età. In questo senso si è rivelata madre amorevole per i suoi dirigenti. Nel frattempo, come accade nelle favole più brutte, è arrivata e continua a montare giorno dopo giorno una crisi monetaria ed economica di portata secolare. A pagarne le conseguenze sono i lavoratori, vittime di politiche salariali scellerate (quella dei redditi vi dice niente?) e di veri e propri atti vandalici commessi da buona parte della nostra "classe dirigente". Ai lavoratori toccano sacrifici enormi, che una madre attenta non può non vedere. Una matrigna invece, non farà fatica a voltarsi dall'altra parte.

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