Agenzia Entrate - Passaggi dalla II alla III area

Definite le modalità d'esame e la rimodulazione della dotazione organica

Roma -

Il 24 aprile dopo una lunga interruzione dovuta alle note problematiche contrattuali si è quasi concluso il percorso iniziato nel mese di luglio 2007 che dovrà garantire il passaggio dalle II alla III area giuridica a migliaia di lavoratori.

 

Sono stati firmati due accordi: con il  primo è stata rimodulata la dotazione organica dell’Agenzia delle Entrate, passaggio tecnico indispensabile per ottenere dalla Funzione Pubblica il via libera ai passaggi d'area; con il secondo invece sono stati definiti i criteri di svolgimento della prova d’esame.

 

Per quanto riguarda la rideterminazione della dotazione organica rileviamo con soddisfazione che finalmente si è fatto un passo avanti nella direzione da noi auspicata del "rovesciamento della piramide" e cioè dell'inquadramento nella III area della maggior parte dei Lavoratori. Da oggi l'assetto ordinamentale prevede che il 64% di essi debba essere inquadrato nell'area apicale e il 35% nella II. È un passo avanti, ma il cammino che porta al pieno riconoscimento della professionalità dimostrata dai Lavoratori in questi anni di profonde e radicali trasformazioni e innovazioni è ancora lungo.

 

Nel secondo accordo sono stati definiti i criteri relativi alla prova d’esame del prossimo concorso per il passaggio dalla II alla III area giuridica. Ricordiamo che la prova d’esame inciderà sulla valutazione complessiva in misura del 50%; l’altra metà della valutazione dipenderà dalla valutazione dei titoli, la cui "pesatura" è già stata oggetto di un precedente accordo sindacale.

 

Nella prova di esame, che verterà sulle materie proprie dei profili professionali per cui si concorre, sono previsti un quesito a risposta articolata (da scegliere fra quattro tematiche e valutabile fino a 30 punti) e quindici quesiti a risposta sintetica, aventi ognuna un punteggio massimo di 2 punti e complessivamente di 30 punti. Per superare la prova è necessario aver riportato almeno 18 punti nel quesito a risposta articolata e almeno 36 punti complessivi.

 

Il nostro giudizio sull’accordo è sufficientemente positivo, tant’è che abbiamo apposto la nostra firma, specificando però con una nota a verbale le nostre perplessità: non abbiamo condiviso la graduazione el punteggio previsto per i quesiti a risposta sintetica in quanto ci sembra ancora troppo ampia la discrezionalità di giudizio della commissione d’esame (ogni risposta è valutata sino a 2 punti con cinque intervalli di mezzo punto “in funzione della correttezza, congruenza, completezza e chiarezza espressiva della risposta stessa”). Avevamo inoltre richiesto che il punteggio complessivo dei quesiti a risposta sintetica fosse ridotto a 15 punti riducendo il punteggio a 33 punti complessivi.

 

Abbiamo ritenuto positiva la costituzione di un’unica commissione esaminatrice a livello nazionale  che speriamo assicurerà omogeneità nella valutazione delle risposte e l’impegno dell’Agenzia di mettere a disposizione di tutti gli interessati il materiale per la preparazione della prova d’esame.

 

Con un prossimo accordo, previsto per i primi di maggio, si dovrà definire il numero complessivo dei posti e la ripartizione degli stessi a livello regionale.

 

Avremmo voluto una prova d’esame diversa, avremmo voluto che l’esperienza professionale pesasse di più sulla valutazione dei titoli, abbiamo dato il nostro contributo condividendo il percorso seguito per bandire queste nuove procedure. Certo non rappresenteranno la soluzione definitiva per il diritto alla carriera, ma  indubbiamente vanno nella direzione che auspichiamo: l’approdo di tutti i Lavoratori in un’area giuridica unica.

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