Agenzia Entrate - Passaggi economici e progressioni, ma solo all'interno delle Aree

Roma -

Dopo enormi difficoltà e con notevole ritardo rispetto alle altre anche all’Agenzia Entrate si è finalmente riusciti a completare quel passaggio economico per tutti che è stato il nostro cavallo di battaglia negli ultimi anni. In data 21 dicembre si è chiuso un accordo che ha garantito ai circa 3000 lavoratori esclusi dalla progressione economica questo diritto. Tecnicamente potremmo dire che la soluzione è stata trovata facendo scorrere le graduatorie degli idonei ai concorsi ex articolo 15 del Contratto Ministeri 1998/2001  contemporaneamente a quelle dei passaggi economici derivanti dal contratto integrativo.

 



Finalmente anche alle Entrate si è completato un percorso che avrebbe potuto avere tempi notevolmente più rapidi. I Lavoratori aspettavano un passaggio immediato per tutti già alla firma del CCNI e invece hanno dovuto attendere per vedersi riconosciuto questo diritto. Pur ammettendo la positività di questo accordo, non abbiamo firmato perché ci è sembrato assurdo decidere di far scorrere tutte le graduatorie dei concorsi ex articolo15 tranne che quelle del concorso da B1-B2-B3 a C1. Guarda caso questo concorso implicava anche un passaggio d'area e l’Agenzia non ha voluto discutere sulla possibilità di firmare un’intesa anche su questo punto.

 



Forse ricordiamo male, ma ci sembra che negli anni scorsi i vertici dell’Agenzia Entrate erano stati d’accordo con noi nell’asserire che per il futuro fosse necessario un rovesciamento della piramide che portasse a circa il 70% della forza lavoro in terza area. Oggi quando questa possibilità c’è, quando molti Lavoratori sono stati costretti a sottoporsi a esami per dimostrare di essere in grado di svolgere un lavoro che in realtà già svolgono da anni, si decide di non procedere ad uno scorrimento che avrebbe garantito un riconoscimento e che nello stesso tempo avrebbe potuto significare meno concorrenti per i prossimi concorsi e quindi più possibilità per tutti di un passaggio d'area.

 



Conosciamo le difficoltà che si sarebbero incontrate a partire dalla necessaria autorizzazione della Funzione Pubblica, ma ancora una volta all’Agenzia delle Entrate si è scelto di percorrere la strada più semplice. Non ci è piaciuto questo modo di procedere.

 



A questo punto è lecito chiedersi se l'Agenzia intenda perseguire l'obiettivo del potenziamento della terza area non tanto avvalendosi delle professionalità interne quanto piuttosto ricorrendo ad assunzioni dall'esterno. In questo modo si precluderebbe a quanti hanno dimostrato capacità ed elevata professionalità, la possibilità di un naturale approdo alla terza area dopo numerosi anni di permanenza nella seconda area, all'interno della quale hanno potuto avvalersi di un solo avanzamento retributivo. Forse, ad oggi, nemmeno quello. Sarebbe questa una politica troppo penalizzante per le aspettative di chi ha dalla sua parte "solo" una grande esperienza professionale, maturata tutta al servizio dell'Agenzia Entrate.

 

Questi i motivi per cui abbiamo creduto di non poter firmare un accordo che aveva in sé alcuni contenuti per i quali ci siamo spesi con tanta energia. La progressione economica per tutti l’abbiamo fortemente voluta, abbiamo raccolto migliaia di firme tra i Lavoratori per poterla ottenere, ma non si può barattare un risultato favorevole con il diritto alla carriera. Il passaggio d'area viene prima di tutto e non ci piace sacrificarlo in nome di valutazioni fatte con la bilancia.

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