Agenzia Entrate Piemonte - Accordo sugli asili nido: perché tanto mistero?

Torino -

Da alcuni giorni è stato sottoscritto presso la Direzione Regionale delle Entrate del Piemonte un accordo regionale relativo alla costituzione e avvio di asilo nido presso la stessa DRE. Della notizia è possibile reperire traccia presso il sito intranet della Agenzia Entrate Piemonte, però, cosa inspiegabile, non è possibile visionare l’accordo stesso e la nostra nota a verbale.

 

La RdB non ha sottoscritto l’accordo e ha prodotto nota a verbale che alleghiamo per conoscenza. Rimane un mistero il motivo della non pubblicità dell’accordo stesso, di cui continueremo a chiedere le dovute informazioni. Così come continueremo a chiedere le dovute informazioni e chiarimenti su altre questioni per noi non chiare:

 

o              provvedimenti disciplinari vari in corso sull’utilizzo della posta elettronica : caccia alle streghe, clima da repressione generalizzata o cos’altro?

o              avallo della stessa DRE ad assurdi dinieghi a diritti tutelati dalla Legge come per l’assistenza a familiare operato al cuore, ai sensi della legge n. 53/2000, perché si è ritenuta la certificazione comprovante siffatta situazione non essere idonea perchè non attestante la gravità dell’infermità (sic!!!); o come per i permessi e distacchi ai sensi della Legge n. 104;

o              gare d’appalto in corso e ruolo e utilità delle varie Commissioni che continuano ad essere costituite;

o              dinieghi e comportamenti diversi tra i vari Uffici su attribuzione dei buoni-pasto.

 

NOTA A VERBALE

 

La scrivente Organizzazione Sindacale si ritrova ancora una volta, voce fuori dal coro, a non poter sottoscrivere il presente accordo, nonostante l’oggetto dello stesso sia relativo ad un argomento particolarmente significativo nell’ottica del miglioramento delle condizioni lavorative dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate.

L’apertura di un nido aziendale, anche se nella pratica circoscritto ai soli colleghi di Torino, è infatti un’iniziativa sicuramente lodevole, che ad altre condizioni avrebbe trovato il nostro sostegno e apprezzamento.

Purtroppo, però gli elementi di disaccordo sono troppo importanti per non essere presi in considerazione; ci riferiamo in particolare a:

-          Modalità di scelta della cooperativa chiamata a gestire la parte organizzativa e pedagogica del servizio; per quanto la stessa, sulla base delle informazioni forniteci sia in sede di riunione del Comitato Pari Opportunità sia nell’incontro odierno, sembri rispondere a standard qualitativi molto elevati, non ci sono state fornite indicazioni sufficienti relativamente ai criteri utilizzati dalla Direzione Regionale per la scelta e su quali siano stati i placet che ne hanno determinato la vittoria della gara d’appalto;

-          Prezzo della retta; si tratta sicuramente dell’elemento di maggior stupore e che contribuisce in maniera più rilevante alla nostra mancata sottoscrizione. La retta stabilita, pari a €. 500,00 è decisamente elevata, sia in valore assoluto sia relativamente all’importo medio dei nostri stipendi, che come la Direzione Regionale dovrebbe ben sapere, non consentono di destinare una percentuale così elevata del reddito al nido dei nostri figli.

A sostegno di quanto sopra scritto si possono portare alcuni dati che riteniamo utili:

-          Costo medio degli asilo nido comunali a Torino pari a €. 379,00 (fonte:indagine conoscitiva di osservatorio prezzi&tariffe di Cittadinanzattiva del febbraio di quest’anno);

-          Costo a titolo esemplificativo di un nido privato in centro a Torino: “La banda dei Marmocchi”, Via Giolitti, orario d’apertura 07,45 – 18,30 (con copertura quindi maggiore rispetto a “bimbi entrate”), ammissione dai sei mesi in su (normalmente il costo della retta per i lattanti è superiore) pari a circa €. 540,00;

-          E, ancora più significativa e maggiormente confrontabile in quanto è iniziativa che parte come quella di “bimbi entrate” proprio adesso e perché trattasi di nido aziendale come il nostro, vogliamo ricordare l’esperienza del nido Fiat che prevede rette, stabilite sulla base dell’indice ISEE, che vanno da un minimo di €. 150,00 ad un massimo (dirigenti compresi) di € 400,00!!!

Tenendo conto che nella retta di “Bimbi entrate” non sono comprese spese figurative, naturalmente a carico dell’agenzia, quali affitto, riscaldamento, elettricità, emerge un costo che riteniamo francamente eccessivo.

 

Nonostante la mancata sottoscrizione confidiamo comunque nel fatto che queste osservazioni vengano tenute in debita considerazione, e che l’auspicio ad introdurre una gradualità delle rette ma più in generale l’obiettivo di una riduzione della stessa, venga tradotto in interventi concreti che permettano ad un maggior numero di dipendenti dell’Agenzia di accedere a questo servizio.

 

Torino 24/10/2007                                                                                                               RdB CUB              

                                                                                                                     Francesco De Palma e Brunetti  Elisabetta

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