Agenzia Entrate - Siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale.

Mentre slittano a fine gennaio (forse) le attribuzioni degli incarichi di responsabilità, dopo l'improvviso stop sul filo di lana, restano ancora da definire le regole per il passaggio dalla II alla III area. Sembra molto cupo, il cielo delle Entrate...

Roma -

La discussione sulla procedura per l’assegnazione degli incarichi di responsabilità ha catalizzato tutta l’attenzione e ha finito per essere l’unico argomento trattato nel corso della riunione di venerdì 11 gennaio scorso.

 

Rimangono così ancora senza definizione i criteri per la procedura di passaggio dalla II alla III area quando sembrava che ci fosse un diffuso interesse a chiudere già alla fine del 2007. Evidentemente ci sono altri interessi e ben più urgenti, riferiti alla definizione degli incarichi di responsabilità. Crediamo sia ormai noto a tutti, certamente è noto agli interessati, che l’assegnazione degli incarichi ha ricevuto uno stop improvviso e inatteso. In base all’accordo del 7 marzo 2007 gli incarichi dovevano essere conferiti con criteri definiti dall’amministrazione d’accordo con le parti sindacali firmatarie. Appare oggi abbastanza strano che si decida di chiedere la pubblicazione delle graduatorie per verificare che ci sia stata una corretta valutazione di qualità professionali e titoli.

 

O l’accordo del 7 marzo 2007 aveva più di una falla e si è deciso di correre ai ripari “mettendoci una pezza”; oppure qualcosa è andato storto nell’assegnazione degli incarichi e si cerca ora di vederci chiaro. Faranno luce, forse, le graduatorie che le Direzioni Regionali dovranno pubblicare, già a partire da oggi, distinguendo il punteggio ottenuto dai candidati vincitori in modo analitico. Siamo curiosi di vedere quanto il sistema di valutazione Antares sarà in grado di reggere all’urto di una graduatoria resa pubblica e sottoposta alla valutazione di tutti (gli inclusi e gli esclusi).

 

Al di là di tutto, ciò che colpisce è anche la consistenza degli incentivi che sono stati definiti nel corso della riunione di settimana scorsa. Si tratta di incentivi alla mobilità territoriale di cui onestamente non si sentiva la necessità. Se un assegno personale di importo variabile, dai 250 ai 700 euro in base ai chilometri percorsi sembra già una robusta iniezione di liquidità data a chi percepirà un salario indennitario consistente, i 900 euro riconosciuti a chi comprerà o affitterà casa nella nuova città di lavoro sembrano ben più di un sostegno al diritto all’abitazione.

 

Qui troviamo, sotto mentite spoglie, una quota di Lavoratori che fanno un salto di qualità notevole dal punto di vista economico, sommando alle indennità di funzione e di responsabilità un benefit che può superare i diecimila euro annui. Abbiamo quindi una situazione ibrida: una parte del personale si trova collocata in una posizione retributiva del tutto equiparabile alla vice-dirigenza (o all’area Esperti se mai ce ne sarà una definita dal Contratto Nazionale); dall’altra parte quello stesso personale non ha alcun riconoscimento giuridico e permarrà in una situazione di grande debolezza contrattuale, sottoposto a pressioni che possiamo immaginare anche notevoli a fronte della possibilità di perdere o mantenere una retribuzione invidiabile dalla quale sarà difficile tornare indietro.

 

Su chi verranno scaricate quelle pressioni e quei condizionamenti se non sull’ultimo anello della catena? Chi pagherà il peso delle pressioni che certamente verranno fatte sui Lavoratori per far quadrare il solito bilancio di cifre, numeri e pezzi lavorati?

 

Se l’assegnazione formale degli incarichi di responsabilità è slittata di 10-15 giorni vuol dire che qualcosa non ha funzionato nel meccanismo. Ciò che è comunque vero è che il Contratto Integrativo ha segnato la nascita di una nuova categoria all’interno della categoria. A questo punto diventa fondamentale definirne i contorni giuridici ed economici in un altro ambito: il Contratto Collettivo Nazionale. La contrattazione di secondo livello dovrebbe occuparsi molto più celermente di definire regole certe, ad esempio, per il passaggio dalla II alla III area, che poi doveva essere anche il tema dell’ultima riunione.

 

Distrattamente, se ne sono dimenticati. Ci si è preoccupati di verificare l’equità di altre procedure, forse di maggior prestigio, intorno alle quali ruotano altri interessi. Lo comprendiamo: siamo tutti uguali, ma qualcuno come sempre è un po’ più uguale.

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