Agenzie Fiscali - Blocco totale dei contratti, un taglio di 1300 euro!

Il Pubblico Impiego usato come un BANCOMAT, il blocco costerà un mese di stipendio

La manovra correttiva presentata all'opinione pubblica come l'ennesimo necessario antidoto alla crisi, consente ai dipendenti pubblici italiani di guadagnare uno dei primi posti nella speciale classifica dei lavoratori più tartassati e massacrati d'Europa. Forse il nostro Governo, sempre confortato dalle stampelle del sindacato confederale, ha pensato così di prendersi una rivincita dopo che l'OCSE aveva collocato l'Italia agli ultimi posti nella classifica delle retribuzioni degli impiegati statali europei: quanto a tagli siamo i primi!

 

La manovra di cui si leggono ampie anticipazioni sui giornali, causerà ai lavoratori del comparto Fisco una perdita netta di oltre 1.300 euro annue della loro retribuzione, l'equivalente di più di un mese di paga, a causa del blocco triennale dei contratti. La misura draconiana si è abbattuta su tutti i lavoratori pubblici, anche se a quelli delle Agenzie fiscali toccherà salire sul podio di chi subirà i tagli maggiori.

 

Gli effetti della manovra si dispiegheranno anche sul salario accessorio, se sarà confermato come sembra che il blocco triennale riguarderà non solo la contrattazione ma anche l'attività negoziale. Tradotto in poche parole, significa blocco totale della contrattazione nazionale e integrativa. A questa misura drastica si accompagna, come lo zuccherino per nascondere l'amaro della medicina, il blocco dell'applicazione dei Titoli II e III della riforma brunettiana, che contengono le più odiose norme sulla valutazione e sulla meritocrazia. Già immaginiamo che qualcuno userà questi argomenti per indorare a sua volta la pillola indigesta, anche se a noi basta la più semplice e ovvia constatazione che, avendo bloccato ogni risorsa economica, contrattuale e negoziale, quegli istituti legati alla valutazione e al merito semplicemente non hanno più senso, come non ne avevano prima.

 

In questo contesto, proprio all'indomani della nascita di un nuovo sindacato che promette di essere un punto di riferimento nuovo per i lavoratori, assume ancora più importanza la raccolta firme che RdB-USB ha promosso e continua a sostenere negli uffici finanziari per chiedere la stabilizzazione del salario accessorio entro il 2010.

 

La raccolta delle firme sta avendo un enorme successo, rafforzato dal fatto che i lavoratori non si limitano ad aderire a una generica e demagogica richiesta di salario, ma sostengono una vertenza di cui hanno compreso la reale portata e importanza, e che assume sempre di più i contorni di una possibile rivincita. I lavoratori sono stanchi di pagare il prezzo della politica sindacale del non-fare, che arretra sul terreno dei diritti un passo alla volta sperando di non farsi notare, e che consente al Governo e alla Confindustria di addossare ai lavoratori il costo di una crisi che né speculatori, né evasori, né corruttori hanno fin qui mostrato di voler pagare. Quanto dovrà durare ancora questa lunga stagione sindacale iniziata con la politica dei redditi, con la concertazione, con la triennalizzazione dei contratti e finita (per ora) con la vacanza contrattuale fino al 2012?

 

Ai lavoratori quindi offriamo un sindacato nuovo, che serve, che propone una raccolta di firme per la difesa delle retribuzioni così come propone una giornata nazionale, il 28 maggio, contro il collegato-lavoro che aggredisce lo Statuto dei Lavoratori. Così come propone una grande manifestazione nazionale, il 5 giugno, contro le speculazioni finanziarie che le banche praticano a spese dei lavoratori. Così come, il 14 giugno prossimo, contro questa manovra finanziaria tutta “lacrime e sangue” per i soliti noti, offre ai lavoratori lo strumento - sempre più irrinunciabile – dello sciopero generale.

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