Agenzie Fiscali - Contratto e Comma 165

Aun anno dal No Comma 165 Day cosa può ancora cambiare

Roma -

Gli esiti della vertenza contrattuale e le reazioni dei Lavoratori sono ormai noti a tutti. I risultati del referendum organizzato da RdB e Flp hanno indicato la sonora bocciatura dei punti "innovativi" e della pre-intesa; i firmatari della pre-intesa stessa hanno sospeso le consultazioni con tutti i Lavoratori per riprenderle solo con alcuni di essi: operazione questa senz'altro legittima, ma che lascia dubbi sulla significatività dei risultati.

 

Provando a spingere la gamba un passo in avanti e provando a vedere se oltre questo brutto Contratto ci può essere una "via d'uscita" ciò che secondo noi oggi assume una nuova urgenza è la questione mai risolta del Comma 165. Non lo diciamo perché in questi giorni ricorre un anno esatto dalla consegna di oltre tredicimila firme ai Prefetti di tutta Italia, né per ricordare che al termine dell'iniziativa le firme raccolte furono oltre diciassettemila. Torniamo sull'argomento per due motivi: primo perché non è mai "passato di moda" e secondo perché crediamo che oggi ci siano i presupposti per rilanciare la proposta di modifica del sistema di finanziamento del salario accessorio.

 

Oggi è chiaro a tutti che da questo Contratto e dai prossimi non verranno significativi miglioramenti salariali. Il nostro Comparto fece una grande conquista con la stabilizzazione di una quota di salario accessorio in occasione della stipula del primo Contratto Agenzie Fiscali. Oggi non sembrano esserci i presupposti per ripetere quel risultato: non a caso, quando si è parlato di ulteriore stabilizzazione di quote di salario accessorio, arrivando a ripetuti rinvii della fase finale della trattativa, si sono registrate reazioni di chiusura a tutti i livelli. Non c'era nessuno dei presupposti per procedere con l'operazione e non crediamo che andrà meglio con i prossimi contratti.

 

L'unica risorsa che può ancora fare la differenza e porre parzialmente riparo allo sfinimento degli stipendi è proprio il salario accessorio, a patto che si modifichi il meccanismo che lo finanzia. Oggi siamo ancora sottoposti al "ricatto" della firma del Ministro di turno. In passato i ritardi si sono alternati ai dimagrimenti: talvolta non è arrivata la firma quando c'erano i soldi; altre volte c'è stata la firma ma sono spariti i soldi. Il nostro salario di produttività si basa anche sulle risorse recuperate con la lotta all'evasione fiscale, ma si basa soprattutto sul presupposto che le entrate erariali abbiano una certa invarianza o addirittura aumentino in modo sufficientemente prevedibile. Tanto basterebbe per immaginare un diverso meccanismo di finanziamento del salario accessorio che individui somme fisse e ricorrenti da imputare al fondo in modo automatico. Ciò farebbe risparmiare anche tanto tempo, il che non guasterebbe dato che i Lavoratori percepiscono il loro salario di merito e di produttività con due anni - in media - di ritardo.

 

Certo, con un meccanismo automatico il salario accessorio non sarebbe più una leva politica o sindacale. A nessuno più verrebbe in mente di rinviare la firma del decreto di finanziamento al culmine della campagna elettorale; e magari a nessuno verrebbe in mente di sfruttare l'avvenimento per portare un po' di serenità fra i Lavoratori che stanno ancora digerendo - o almeno ci stanno provando - l'indigesto rinnovo contrattuale. Saremmo di fronte a un meccanismo trasparente. Il problema è questo: può un meccanismo trasparente funzionare in un sistema opaco? Siamo in grado di immaginare, già a partire dalle Convenzioni 2008 la possibilità di cambiare le regole del gioco? Sappiamo che serve una modifica legislativa, ma sappiamo anche che una legge di questo tipo viene varata in Parlamento solo quando i presupposti sono maturati fuori dal Parlamento, nel cosiddetto Paese.

 

Le Convenzioni sono il luogo ideale in cui riaprire la vertenza sul Comma 165. Quello è il luogo deputato a individuare i carichi di lavoro (sempre aumentati negli ultimi otto anni) e quello può essere il luogo adatto a individuare le forme retributive accessorie per chi sopporta quei carichi di lavoro. Un anno fa credevamo possibile immaginare un nuovo Comma 165. Oggi proviamo a spingere la gamba un passo avanti. Oltre questo pessimo Contratto, oltre il ricatto delle firme.

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