Agenzie Fiscali - Decennale, USB scrive ai Lavoratori

Roma -

Il 19 maggio le Agenzie Fiscali  celebrano il loro decennale in un convegno presso la sala Giulio Cesare in Campidoglio a Roma.

In questi dieci anni la strada percorsa è stata lunga e le Lavoratrici e i Lavoratori hanno compiuto moltissimi sforzi per fornire risposte adeguate alla collettività e per stare al passo con i continui cambiamenti organizzativi e procedurali. In molti casi essi hanno aperto la strada a innovazioni tecniche e amministrative poi diventate patrimonio di tutti.

A questi innegabili meriti non è corrisposta la capacità o forse il coraggio di mettere le Lavoratrici e i Lavoratori al centro del progetto delle Agenzie Fiscali e di considerarli oltre che depositari di un delicato compito istituzionale, anche meritevoli di scelte contrattuali e aziendali inclusive e strutturali. Si dovevano dare risposte concrete ai loro bisogni e alle loro aspettative, e si poteva giungere a questo appuntamento in condizioni da registrare diffusamente il tanto auspicato benessere organizzativo.

Invece oggi negli uffici c’è un profondo sentimento di rabbia a causa del blocco dei contratti, del taglio dei fondi per il salario accessorio, del blocco delle carriere, delle penalizzazioni economiche legate all'esercizio di diritti costituzionalmente tutelati (la salute, la disabilità, la maternità, l'esercizio dei diritti sindacali). Ogni intervento normativo ha il sapore di una punizione: l'innalzamento dell’età pensionabile delle donne, le revoche dei part-time, il blocco dei salari.

Si è così aperta una crisi delle retribuzioni che colpisce le già precarie economie familiari delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Fisco. Sul versante dei diritti le cose non vanno meglio e ai problemi di natura economica se ne aggiungono altri.

La dignità delle Lavoratrici e dei Lavoratori è stata offesa dalle passate campagne governative che li descrivevano come fannulloni e, per restare ai fatti più recenti, dalle ultime dichiarazioni del Ministro dell'Economia, che proiettano un'ombra sul ruolo del Fisco e sulla serietà dei suoi servitori pubblici. Chi si occupa di controlli fiscali non è un pubblico vessatore ma il tutore della legalità fiscale, un arbitro imparziale nella partita che si gioca fra contribuenti onesti ed evasori cronici. E da questa partita dipendono le sorti del Paese prima ancora che quelle delle Agenzie Fiscali.

I diritti continuano a essere compressi, ridotti, offesi anche attraverso le centinaia di revoche dei contratti di part-time arrivate alla vigilia della festa del Primo Maggio. Un tempismo ammirevole che vuol essere un messaggio nel messaggio...

Oggi le responsabilità individuali sono aumentate a dismisura e anche lavorando in perfetta buona coscienza e nel pieno rispetto delle regole e delle procedure si rischia la denuncia del contribuente e ci si trova soli in giudizio, senza tutele e senza il concreto sostegno dell'Amministrazione. Questa condizione sta diventando esperienza diffusa e quotidiana ed è parte del sentimento di rabbia e di disaffezione che sentiamo vibrare dentro i posti di lavoro. Sebbene partiti da posizioni “storiche” di forte scetticismo rispetto al progetto delle Agenzie Fiscali, ci auguravamo di giungere al decennale in ben altre condizioni ed eravamo pronti ad ammettere con sollievo di esserci – anche solo in parte - sbagliati. Ma i fatti odierni, passati al vaglio di un pur sommario bilancio, danno sostanza ai nostri passati e presenti timori.

Perciò crediamo che le Lavoratrici e i Lavoratori delle Agenzie Fiscali, senza contratto e senza più certezza dei loro diritti, hanno ben poco da festeggiare. Per tutto questo USB ha restituito gli inviti e non parteciperà all'evento celebrativo. Siamo sicuri che condividerete la nostra scelta.

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