Agenzie Fiscali - E ora i DIRITTI

A due settimane dall'occupazione di RdB della sede dell'Agenzia delle Entrate, l'Aran ha sciolto il nodo della composizione delle delegazioni trattanti stabilendo il principio che la firma sul contratto collettivo nazionale quadriennale costituisce titolo per la piena rappresentatività anche quando si è scelto di non firmare il biennio economico.


Era ciò che avevamo chiesto, era ciò che sapevamo giusto ed era ciò che si fiutava nell'aria registrando, subito dopo il 5 marzo e proprio sul versante delle Entrate, una decisa frenata rispetto al comportamento tenuto il 24 febbraio scorso. Allora denunciammo l'illegittima decisione di escludere RdB dal tavolo sulla riorganizzazione e registrammo poi eventi che avevano ben poco di sindacale e ancora meno di trasparente: la riconvocazione silenziosa nel pomeriggio dello stesso 24 febbraio, senza RdB, e qualche giorno dopo un accordo regionale in pieno stile carbonaro in Piemonte, con tanto di verbale redatto su carta anonima e probabilmente con inchiostro volatile. Altre amministrazioni hanno agito più prudentemente in quello che è sembrato un balletto di avventate fughe in avanti e prudenti attese di retroguardia. Viene da chiedersi come sia stata possibile una presa di posizione così clamorosamente smentita dall'Aran, proprio da quella Agenzia che fa del merito e della capacità un punto d'onore. Chissà che non sbaglino anche su altre questioni.


Ciò detto, il bello viene adesso. Ovunque ci sono questioni delicate da affrontare e risolvere che spaziano dall'applicazione degli istituti contrattuali alla modifica degli assetti organizzativi, alle progressioni economiche. Pende come una condanna su tutti i lavoratori del Fisco l'assenza di norme di finanziamento del salario accessorio e intanto si avvicina la data della stipula delle convenzioni fra MEF e Agenzie Fiscali. Non è l'unica scadenza che incombe e che pretende risposte urgenti e chiare. Se per i Cfl si profila una soluzione positiva pur scaglionata nel tempo in base alle diverse scadenze contrattuali, il primo blocco di tirocinanti selezionato dal concorso pubblico a 1180 posti si appresta a essere valutato e decimato. A questo proposito stiamo valutando le dichiarazioni rese qua e là da dirigenti forse poco esperti in comunicazione (o forse no) che avrebbero dichiarato che l'Agenzia non intende fare prigionieri: cioè non ci sarebbero idonei, ma solo promossi o bocciati. Il che suona strano (o forse no) alla luce del recente pronunciamento della Corte di Cassazione su come comportarsi quando ci sono idonei dichiarati tali in concorsi pubblici: bisogna assumerli!


Portiamo a casa questo risultato e rimbocchiamoci le maniche. I diritti, la dignità e il salario oggi più che mai chiedono di essere difesi con posizioni chiare e azioni conseguenti. Ai lavoratori del Fisco, che credono nella possibilità di riprendersi ciò che gli hanno tolto, o che non hanno mai avuto diamo appuntamento al prossimo


28 marzo a Roma (piazza della Repubblica, 14.30) per dire SÌ ai diritti.

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