Agenzie Fiscali - Help-desk bloccati, una vicenda esemplare (storie di ordinaria esternalizzazione)

Le esternalizzazioni prima o poi finiscono così: lavoratori licenziati e servizi bloccati!

Roma -

Chi di noi non ha mai chiamato almeno una volta il Numero verde SOGEI, per chiedere un intervento tecnico, per segnalare il malfunzionamento di una procedura, per avere assistenza di fronte a un dubbio e via dicendo? Dietro a quel numero in realtà non ci sono lavoratori SOGEI, ma lavoratori precari assunti con un contratto in genere a tempo determinato, che dipendono da società private che lavorano in appalto per la SOGEI.

 

Fin qui la “normalità”, e cioè l’ormai diffusa prassi di esternalizzare attività istituzionali che richiederebbero scelte organizzative stabili e che invece vengono affidate a società private che assumono lavoratori precari per svolgere delicatissime funzioni pubbliche. E non ci si accontenta: il lavoro, una volta esternalizzato, sfugge a ogni regola ed entra nei meandri più oscuri del mercato, quelli delle regole private applicate ai soldi pubblici. Nel nostro caso, la società che si aggiudica la gara con SOGEI subappalta a sua volta il servizio a un’altra società, tenendosi ovviamente una parte dei profitti, e il margine per chi svolge materialmente il lavoro diminuisce ancora.

 

Per dare un'idea del fenomeno, diciamo che le Agenzie Fiscali pagano a SOGEI una cifra X per ogni chiamata di assistenza risolta dagli operatori del Numero verde. La SOGEI periodicamente mette a gara il servizio, al ribasso, per aggiudicarlo a X meno Y euro. Se la società aggiudicataria subappalta poi ad altri, sempre inseguendo il ribasso, la società che materialmente garantirà il servizio avrà un margine di profitto esiguo. E all’operatore che svolge il lavoro vero, resta solo la soddisfazione di aver svolto un servizio pubblico, per conto dello Stato, remunerato malissimo e con nessuna prospettiva di stabilità. Questo è il carosello messo in moto dalle esternalizzazioni!

 

La cosa dovrebbe già farci inorridire, pensando allo strapotere degli interessi privati rispetto alle residue norme di diritto pubblico (p. es. il divieto di subappalto per le forniture pubbliche), ma ci fa davvero imbufalire l’apprendere che questi lavoratori, dopo aver subito omissioni nel versamento dei contributi, errate certificazioni delle retribuzioni, sottoinquadramento e precarietà, ora vedono il loro posto di lavoro messo a rischio da un assurdo sistema di appalti e subappalti. E se l’ultimo anello della catena di società si spezza? È il caso che stiamo vivendo in questi giorni con il servizio di assistenza help-desk bloccato senza sapere perché, ma con il sospetto che dietro ci sia la solita paradigmatica vicenda delle esternalizzazioni che portano lavoro insicuro e disservizi sicuri.

 

Non ci interessa scendere nei dettagli dell'affare. Chiediamo però a ognuno di fare la propria parte, affinché dietro queste operazioni magari corrette sul piano formale, non ci sia il dramma dei giovani senza un futuro. SOGEI, le Agenzie, il Ministero, hanno tutti un pezzo di possibilità e di responsabilità per risolvere positivamente la vicenda dei lavoratori OMNIA. I soldi pubblici ci sono, perché questi servizi hanno fin qui funzionato con i soldi pubblici. Serve la volontà, per evitare che a pagare siano sempre e soltanto i lavoratori e i fruitori di un servizio che in queste ore è bloccato.

 

Mentre dalle Agenzie Fiscali arriva la conferma del blocco dell'assistenza a Entratel, i lavoratori della società Omnia – appaltatrice del servizio - sono in agitazione permanente davanti alla loro sede di lavoro e si mobiliteranno nei prossimi giorni per rendere visibile la loro condizione di estrema gravità. RdB-USB è con loro.

 

Chiediamo pertanto che le Agenzie, che non sono estranee alla vicenda, intervengano per ottenere che i lavoratori addetti al servizio vengano assunti direttamente da SOGEI. Occorre trovare una soluzione stabile per una vicenda che dovrà concludersi con l'integrale ripristino del servizio e con la continuità del rapporto di lavoro di chi fin qui ha reso un servizio di elevata qualità e professionalità, purtroppo guadagnandoci pochissimo in termini retributivi e contrattuali.

 

Un epilogo diverso avrebbe conseguenze disastrose per i contribuenti e per l'operatività delle Agenzie Fiscali. Salvaguardare il lavoro e la professionalità di chi svolge da anni un ottimo servizio, serve anche a preservare la macchina fiscale, un bene pubblico troppo importante per essere sacrificato sull’altare degli interessi privati.

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