Agenzie Fiscali - Il 2009 e le scelte

Roma -

Il salario accessorio ha rappresentato in questi anni la leva gestionale più importante del comparto Agenzie Fiscali. Intorno ad esso hanno ruotato le progressioni e il finanziamento delle politiche del personale. Dalla mezzanotte e un secondo del 1 gennaio 2009 non abbiamo più uno straccio di norma per finanziarlo (malgrado l'aumento del 10% dei carichi di lavoro) con buona pace delle posizioni organizzative, degli incarichi di responsabilità, delle figure di esperti e di tutte quelle balle meritocratiche che ci siamo dovuti sorbire ai tavoli di trattativa per anni. Tutto ciò che i lavoratori hanno in mano è l'interpretazione ottimistica e irresponsabile del protocollo di Palazzo Chigi, quello in cui il "ladro" si impegnava a restituire la refurtiva sottratta con il decreto legge 112 entro il primo semestre 2009. Tutto qui. Il nostro salario di produttività oggi non esiste più e chi gioca con gli equivoci della competenza e della cassa oltre a fare un pessimo servizio ai lavoratori ne usurpa la buona fede. La produttività 2007, che sarà erogata nel 2009 è l'ultima forma di retribuzione accessoria maturata con le vecchie regole del Comma 165. Del 2008 non c'è traccia e temiamo che si tratterà comunque di un fondo talmente leggero da essere quasi evanescente. I lavoratori non ci pagheranno la rata del mutuo e l'amministrazione non potrà farne l'uso che fin qui ne aveva fatto. Se ci fossero pochi soldi nelle casse dello Stato, se la crisi fosse davvero arrivata per tutti, ci si potrebbe perfino consolare con il vecchio adagio del mal comune mezzo gaudio. Il problema è che il male non è così comune come sembra. Il decreto anticrisi in fase di conversione con fiducia in Parlamento, stabilisce ad esempio che a Equitalia SpA, controllata al 51% dalle Entrate e al 49% dall'Inps, vada il 10% delle somme riscosse a seguito di ruoli emessi dall'Agenzia delle Entrate. Inoltre l'articolo 32 del decreto porta nelle casse di Equitalia SpA la bellezza di 50 milioni di euro per gli sforzi organizzativi che la società metterà in atto nel 2009. Abbiamo le idee confuse. Ma non è l'Agenzia delle Entrate che si deve riorganizzare nel 2009? Ma non erano i lavoratori del Fisco che avevano chiesto una percentuale certa, liquida ed esigibile delle somme ricavate dalla lotta all'evasione fiscale? Che c'entra Equitalia SpA?

 

Non ci preoccupa solo l'azione di Governo, che ormai da lustri si ispira al principio del bastone per i lavoratori pubblici e della carota per gli altri (vogliamo parlare di come sono stati ammorbiditi gli studi di settore?); ci preoccupa il fatto che i lavoratori del Fisco sono soli, abbandonati a sé stessi anche dal loro management. Emblematica da questo punto di vista è la vicenda del taglio delle dotazioni organiche previsto dall'articolo 74 della legge 133/2008. Con una fretta maledetta i direttori delle tre Agenzie si sono piegati al dettato normativo e così ci siamo ritrovati a fine dicembre con il drastico taglio delle dotazioni organiche che come abbiamo scritto più volte ha ridotto se non definitivamente cancellato le opportunità di progressioni economiche e giuridiche tra le aree. A fine dicembre il decreto "milleproroghe" ha stabilito all'articolo 41 che il taglio delle dotazioni organiche può essere rinviato a fine maggio 2009. Ad avere avuto meno fretta, ci ritroveremmo oggi con qualche migliaio di posti in più in organico e questo avrebbe fatto molto comodo, in tempi di crisi sia per agevolare le progressioni tra le aree, come le duemila che languono alle Entrate e le seicento al Territorio sia per permettere le assunzioni dall'esterno di giovani disoccupati o precari.

 

L'idea che ci siamo fatti è che la crisi non è per tutti. Anche stavolta qualcuno prova a mettere in salvo la pelle restando sopra la linea di galleggiamento: che gli altri affoghino! Anche tra chi se la passa male poi si possono fare distinzioni. I lavoratori del Fisco ad esempio non hanno potuto beneficiare del bonus fiscale che prevede la non tassabilità del salario accessorio che avrebbe reso meno oneroso il taglio del 30% sul salario 2007. La misura in sé non ci piace perché non condividiamo il "doping salariale": per noi deve crescere il salario tabellare e non diminuire la pressione fiscale sul salario aziendale. Però il provvedimento a favore di Forze Armate e Guardia di Finanza è un segnale di attenzione che noi non abbiamo avuto. Già la Guardia di Finanza aveva avuto una quota del nostro Comma 165 mentre a noi hanno tolto soldi e ci tolgono funzioni. Non dimentichiamo che da quest'anno il 50% dei lavoratori del comparto sarà coinvolto da una riorganizzazione che presenta molti rischi anche di mobilità territoriale e settoriale. Che ne sarà dei servizi? Che accadrà dei lavoratori a cui non è mai stata data la possibilità di accrescere la propria professionalità e che oggi sembrano essersi scavati da soli la fossa dalla quale non riusciranno più a uscire? Che ne sarà degli esperti, dei capi team e delle professionalità previste dai CCNI aziendali?

 

La risposta a queste domande porta con sé anche il responso sulla nostra sorte. Nel 2009 dovremo rispolverare senso di appartenenza, voglia di conflittualità, capacità di reagire, per costruire un futuro sostenibile. Siamo al bivio. Come è stato possibile arrivare fino a questo punto, dirà qualcuno. Come è stato possibile non rendersi conto per tempo che questo punto era l'unico approdo possibile alla luce delle scelte fatte dall'amministrazione e delle troppe complicità sindacali, diciamo noi.

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