Agenzie Fiscali - Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la norma che ferma la riforma nelle Agenzie

Il D.Lgs. n. 235/2010 rimanda a un successivo DPCM e fa fuori il ministro Brunetta

Roma -

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 10/01/2011 è stata chiarita la disposizione che rimanda a un successivo DPCM, emanato di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze ma non del Ministero dell'Innovazione, l'applicazione dei titoli II e III del D.Lgs. n. 150/2009.

 

Salta quindi l'impianto della finta meritocrazia e premialità e saltano alcune norme che hanno pesantemente condizionato anche gli ultimi accordi sottoscritti per l'avvio delle progressioni economiche. Salta, ad esempio, l'articolo 23 che recita:

 

 

 Art. 23. D.Lgs. n. 150/2009

Progressioni economiche

1. Le amministrazioni pubbliche riconoscono selettiva- mente le progressioni economiche di cui all’articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, come introdotto dall’articolo 62 del presente decreto, sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e integrativi di lavoro e nei limiti delle risorse disponibili.

2. Le progressioni economiche sono attribuite in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti, in relazione allo sviluppo delle competenze professionali ed ai risultati individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione.

3. La collocazione nella fascia di merito alta ai sensi dell’articolo 19, comma 2, lettera a), per tre anni consecutivi, ovvero per cinque annualità anche non consecutive, costituisce titolo prioritario ai fini dell’attribuzione delle progressioni economiche.

 

Si materializza così il rischio che avevamo paventato quando ancora l'accordo sulle progressioni economiche all'Agenzia delle Entrate non era stato concluso. Allora scrivemmo, al termine di un nostro comunicato del 20 dicembre 2010:

 

"[...] se per assurdo un provvedimento legislativo di fine anno bloccasse per il 2011 l'applicazione della riforma – inclusa la meritocrazia - evocare il fantasma della valutazione come si sta facendo solo alle Entrate sarebbe ancora più insensato [...]"

 

Il decreto legislativo pubblicato il 10 gennaio 2011 era ancora in fase di approvazione e sarebbe stato discusso di lì a due giorni, nel corso del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2010. Non siamo indovini, ma la notizia era nell'aria e in troppi hanno evitato di fiutarla.

 

Ora siamo davanti a due certezze: la prima è che fino all'emanazione del DPCM il merito e la premialità nel comparto Agenzie Fiscali non possono essere applicati se non limitandosi a quanto già previsto dai vigenti contratti.

 

E la seconda è che purtroppo ci sono state scelte azzardate, come quella di riservare addirittura 1200 posizioni economiche alla SOLA valutazione all'Agenzia delle Entrate, grazie a un accordo sindacale che USB non ha sottoscritto anche per questa ragione.

 

Adesso occorrerà attendere l'emanazione del DPCM e l'auspicabile estensione della misura individuata per i lavoratori del comparto Agenzie Fiscali e MEF, anche agli altri lavoratori della Pubblica Amministrazione.

 

Emergono chiaramente due considerazioni: che la riforma Brunetta sta implodendo su sé stessa, mostrando tutti i limiti e i gravi errori di valutazione di una legge nata sotto la spinta di un irrefrenabile istinto punitivo verso i dipendenti pubblici e senza nessuna lungimiranza.

 

La seconda considerazione che facciamo, altrettanto amara, è che alcuni sindacati si sono mostrati più realisti del re, nell'applicare sconclusionatamente parti di quella riforma. Oppure sono stati miopi. Non sappiamo cosa delle due è peggio...

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