Agenzie Fiscali - Uomini o caporali?

La vertenza sul Comma 165, iniziata un anno fa, è la rappresentazione monetaria di un attacco alla categoria dei lavoratori pubblici che ha avuto effetti anche sul piano normativo e mediatico. L'azione del Governo, da un anno in qua, si è svolta e continua a svolgersi con il silenzio dell’opposizione e con il beneplacito di gran parte delle organizzazioni sindacali. Questa azione sta affamando la gran parte dei lavoratori pubblici; ai lavoratori del Fisco ad esempio è stato sfilato di tasca il reddito maturato per il lavoro svolto nel rispetto degli standard di produttività imposti dalla legge con le convenzioni.

 

Si è così arrivati alla possibilità di perdere un anno intero – il 2008 – di retribuzione accessoria; e per questo motivo gli stessi sindacati che fino a ieri continuavano a raccomandare serenità predicando che tutto era a posto, oggi chiamano alla lotta i lavoratori, invocando un'unità sindacale che ci pare davvero ipocrita e improponibile. Altre volte, in nome dell’unità sindacale, abbiamo percorso con altri un tratto di strada per rafforzare le vertenze in atto. Ma a metà del percorso abbiamo sistematicamente visto sfaldarsi quell'unità. Una volta era la firma di una preintesa, un'altra volta la firma di un accordo, ma la sostanza era sempre la stessa.

 

Oggi la scelta dell’unità non è una via più praticabile a meno di rinunciare ai nostri principi fondamentali di azione sindacale e quindi a costo del nostro stesso snaturamento. Oggi tra noi e gli altri ci sono troppe differenze, quando prima erano solo tante. Prima fra queste differenze è la questione salariale che altri hanno costruito a partire da una riforma del modello contrattuale che abdica definitivamente alle dinamiche di effettivo aumento salariale. E fra le questioni salariali ci sono, ovviamente, anche il salario accessorio e la sua distribuzione. 

 

A cosa e a chi servirà combattere per recuperare i fondi del Comma 165 se poi - grazie all'ultimo decreto Brunetta – i fondi verranno  distribuiti in gran parte solo al 25% dei lavoratori? È veramente questo quello che i lavoratori ci chiedono e vogliono? Come si può chiamare i lavoratori del Fisco alla mobilitazione dopo aver sottoscritto accordi, memorandum e quant'altro che non potevano che sfociare nell'ultimo farneticante decreto Brunetta? Non vogliamo stare al fianco di chi ha contribuito a indebolire la categoria creando un mondo artificiale di meritocrazia a basso costo, in cui “i più bravi” si prenderanno tutto il salario che di accessorio ormai ha solo il nome visto che ci serve per pagare tutto ciò per cui il nostro stipendio non basta più.

 

Dovremmo forse combattere TUTTI per destinare i soldi a POCHI? Noi crediamo che sia nostro compito costruire una vertenza salariale seria e creare al tempo stesso le condizioni per una corretta ripartizione delle risorse, quando e se le ritroveremo.

 

La questione infatti non è solo la “pagnotta”. Il Governo, tramite i suoi figuranti presenzialisti intende riversare sui dipendenti pubblici tutti i mali del paese. Sui lavoratori pubblici, che sono gli UNICI a pagare fino all'ultimo centesimo di tasse, si sono abbattuti gli strali della politica: tutti sono diventati fannulloni, assenteisti, falsificatori di certificati medici: Si arriva a minacciare il “carcere” ove si ritenga falso un certificato medico, si parla di mobilità coatta e di  licenziamento  per coloro che per 3 anni di seguito non si classificheranno tra i meritevoli  del  salario accessorio destinato ormai a pochi.

 

Non possiamo più sopportare le deliranti parole del Ministro della Funzione Pubblica che, dopo aver espresso considerazioni offensive sul fisico poco prestante degli agenti di P.S., decide  che i lavoratori pubblici dovranno vestire in giacca e cravatta. La prossima selezione avverrà in base alle caratteristiche fisiche? Potranno lavorare nella PA solo i magri-alti-biondi-occhi azzurri?

 

Le parole d'ordine di RdB "salario - diritti - dignità" mai come oggi risultano così attuali. Il salario ci viene sfilato, i diritti conquistati dai nostri padri con anni di battaglie e scioperi vengono spazzati via a colpi di decreti. E la dignità poi è ormai una chimera. Dobbiamo guardarci negli occhi e scuoterci dal torpore di troppi anni. Dobbiamo schierarci senza ambiguità, chiedendo chiarezza ma facendola anche nella nostra testa, perché alle sfide di oggi non si risponde più con la logica del passato.

 

“Chi resta a casa quando la battaglia comincia e lascia che gli altri combattano per la sua causa deve stare attento perché chi non partecipa alla battaglia parteciperà alla disfatta. Neppure evita la battaglia chi la battaglia vuole evitare perché combatterà per la causa del nemico chi per la propria causa non ha combattuto”. (B. Brecht)

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