Anche le Agenzie Fiscali partecipano allo Sciopero Globale per il clima

Roma -

Il 27 settembre è Sciopero Generale USB per il clima.

Anche le Agenzie Fiscali aderiscono allo sciopero globale per il clima che coinvolgerà il 27 settembre 150 Paesi in tutto il mondo.

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero nazionale generale di tutte le categorie del pubblico e del privato ed invita i propri iscritti e tutti i lavoratori e le lavoratrici alla mobilitazione.

Lo stato di emergenza nel quale il Pianeta Terra è entrato da diversi anni, a causa del surriscaldamento dovuto al crescente inquinamento atmosferico, non ha spinto finora ad invertire la rotta né su scala globale né a livello nazionale.

I frequenti richiami di tanta parte della comunità scientifica rimangono inascoltati e vengono spesso accusati di allarmismo e catastrofismo.

Ma l’intensificarsi di sempre maggiori catastrofi, solo apparentemente naturali, sta lì a dimostrarci che stiamo correndo verso il baratro e che le ripercussioni del crescente riscaldamento del pianeta sono destinate ad essere devastanti.

Purtroppo la Terra è stata colonizzata dal capitalismo ed il sistema economico resta rigorosamente ancorato ad una logica di sfruttamento della natura e di progressiva concentrazione delle ricchezze nelle mani di sempre meno persone.

La corsa forsennata al profitto, che ha portato alla creazione di una smisurata massa di capitale finanziario che agisce ormai al di fuori di qualsiasi logica di crescita equilibrata, è la causa fondamentale di una produzione inquinante ed incurante della salvaguardia degli equilibri del nostro ecosistema.

Per millenni l’umanità ha vissuto in armonia con il proprio ambiente, ma dall’affermazione del capitalismo e poi del colonialismo e dell’imperialismo, il Pianeta è stato sottoposto ad una pressione crescente.

Ora viviamo un’epoca di accelerazione geometrica del surriscaldamento.

Il terzo sciopero globale è un grido d’allarme ma anche una chiamata ad agire.

Aspettarsi che i governi, le grandi istituzioni finanziarie o le aziende multinazionali mettano in campo un cambiamento radicale del modello di sviluppo non ha senso.

I lavoratori e le lavoratrici possono fare tanto.

Fermare l’apparato produttivo del paese, interrompere l’attività economica, anche per un solo giorno, ma tutti assieme in tanta parte del Pianeta, con centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi che hanno avuto il merito di cominciare la mobilitazione globale, rappresenta una secchiata d’acqua gelida per chi non si è accorto di quello che sta succedendo.

Lo sciopero, però, è solo l’inizio.

C’è un complesso di politiche ambientali e, contemporaneamente, di lotta alle disuguaglianze sociali, che vanno agite tutti i giorni e sulle quali sarà molto importante concentrarsi già da quest’autunno.

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