Assalto alla diligenza fiscale

La spending review ha più sostenitori di quello che sembra

La conversione del decreto n. 87/2012 che sopprime due rami delle Agenzie fiscali e apre uno scenario di vero e proprio caos organizzativo, prosegue purtroppo nella direzione da noi anticipata con il comunicato di due giorni fa. Si prefigura cioè un clamoroso ribaltamento delle posizioni emerse durante il dibattito alla Camera, delle quali vi avevamo dato conto per averle raccolte praticamente in diretta durante il presidio a Montecitorio organizzato il 3 luglio scorso.

Questo ribaltamento lo avevamo intuito nel corso dell’incontro riservato che abbiamo avuto l’altro ieri mattina con autorevoli esponenti della Commissione Finanze del Senato, con i quali la nostra organizzazione ha avuto un confronto all’indomani dell’audizione-farsa che le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil-Salfi avevano svolto il pomeriggio precedente. Abbiamo consegnato una proposta di emendamento che abroga il decreto in tutte quelle parti che riteniamo inutili o addirittura dannose non soltanto per i lavoratori ma anche per la funzionalità della macchina fiscale che è essenziale e sulla quale andrebbero fatti investimenti seri e una riprogettazione normativa per darle vera equità e per consentire una seria ed efficace battaglia senza quartiere contro gli evasori.

Non siamo però in molti a remare in questa direzione e anzi riteniamo che questa norma-manifesto che pretende l’irragionevole chiusura di due amministrazioni per dare vita a una marmellata di compiti e funzioni delicatissimi, abbia ben più sostenitori di quel che sembra. Gli interventi dei direttori delle Agenzie si muovono fra la rassegnazione o una difesa che sembra più preoccupata della poltrona perduta piuttosto che della difesa o al rilancio di funzioni importanti e vitali, soprattutto in un Paese che ha bisogno di un controllo del territorio a 360 gradi e non solo sul versante immobiliare. Le stesse organizzazioni sindacali “maggiori” hanno suggerito al Senato qualche ritocco al decreto legge, limitandosi a blande difese d’ufficio che non hanno visto lo spiegamento di forze che pure alcuni sindacati potrebbero e dovrebbero mettere in campo se fossero davvero contrari.

La verità è che la ha molti più sostenitori di quel che sembra e costituisce la fase terminale di una  aggressione alla Pubblica Amministrazione, avviata oramai da anni nel nostro paese. L’assalto alla diligenza fiscale che assume il valore di un esempio per tutte le altre amministrazioni che verranno chiuse e accorpate, è un obiettivo politico dichiarato o accettato da tutte le forze politiche e da tutti quei sindacati che con la politica hanno un intimo rapporto di complicità e cointeresse.

Peccato che in troppi abbiano spento il lume della ragione e avallato operazioni come quella che temiamo stia per chiudersi nel comparto Agenzie fiscali. Peccato, perché proprio dalla stanza accanto a quella in cui Cgil-Cisl-Uil-Salfi hanno dato il “via libera” alla nel comparto Agenzie fiscali esercitando una sterile e ambigua difesa d’ufficio (senza mai avviare alcun percorso di mobilitazione)  giunge su questa manovra una critica pesantissima alla logica che ispira simili tagli. È di oggi, tanto per fare un esempio, la notizia che la V Commissione Bilancio del Senato denuncia i troppi tagli lineari e il rischio che la riduzione degli organici e il blocco del possano compromettere i fabbisogni di funzionamento della PA.  Se perfino dal Parlamento giungono critiche severe alla , ci chiediamo come dal fronte sindacale possa giungere una risposta così ambigua e connivente rispetto al lo spezzatino delle Agenzie fiscali che compromette seriamente la tenuta delle amministrazioni coinvolte e quindi del gettito fiscale.

Per quanto ci riguarda, continueremo il nostro percorso di mobilitazione, evidentemente anche dopo che il decreto n. 87/2012 sarà legge e si apriranno scenari preoccupanti per tutti. Questo percorso sarà segnato da una tappa importante con la prossima, imminente discussione sulle Convenzioni 2012. In quella sede faremo la conta dei soldi destinati al Fondo 2011 e, purtroppo, anche la conta delle Agenzie sopravvissute.

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