Benvenuto Presidente del Consiglio ...

Letta e Saccomanni incontrano i lavoratori delle Entrate

Roma -

È passato poco più di un anno da quando l'ex premier Monti si recò presso gli uffici centrali dell'Agenzia delle Entrate per prestare solidarietà al Direttore dell'Agenzia a seguito delle vicende che avevano coinvolto gli uffici dell'Agenzia delle Entrate e di Equitalia.

 

In quella occasione Monti raccontò che tutti dovevano pagare le tasse perchè queste servono a finanziare i servizi pubblici. Come sia andata tutti lo sappiamo: sono aumentate le addizionali locali e l'Iva, è stata introdotta l'IMU, mentre le grandi ricchezze non sono state minimamente toccate.

 

Risultato: l'evasione fiscale è rimasta attestata su livelli impressionanti, le tasse continuano a pagarle pressoché solo i lavoratori dipendenti e i pensionati e i servizi pubblici sono stati smantellati.

 

Ora con il cambio di governo (si fa per dire visto che le forze che ieri appoggiavano il governo Monti sono le stesse che oggi sostengono il governo Letta...) tocca al nuovo premier Enrico Letta e al Ministro delle Finanze Saccomanni incontrare, mercoledì 24 luglio, presso gli uffici centrali dell'Agenzia delle Entrate, i lavoratori e le lavoratrici dell'Agenzia delle Entrate e di Equitalia.

 

Non occorre essere malpensanti per comprendere che si tratterà della consueta passerella istituzionale ove il governo ribadirà la centralità della lotta all'evasione nell' azione dei governo e l'importanza del ruolo dei lavoratori finanziari. Insomma, le rituali parole che vengono pronunciate sulla questione fiscale ogni qualvolta un governo si insedia a prescindere dagli schieramenti politici (centro destra, centro sinistra o larghe intese come va di moda ultimamente).

 

Ciò che non verrà detto è facile immaginarlo e costituisce il vero nodo politico che invece andrebbe affrontato.

 

Non verrà detto che, se persino la Corte dei Conti definisce la lotta all'evasione “ondivaga e contraddittoria” ciò significa che c'è un problema gigantesco del quale il governo dovrebbe finalmente farsi carico.

 

Non verrà detto che i circa 200 miliardi di evasione non sono un evento fisiologico immodificabile ma una precisa volontà e scelta politica.

 

Non verrà detto che l'80% del carico fiscale ricade sui lavoratori dipendenti e sui pensionati perchè mentre si implementano i controlli sui 730 vi è una rarefazione dei controlli nei confronti delle imprese.

 

Non verrà detto che mentre è in arrivo la stangata Tares ed un ulteriore aumento delle addizionali locali, una patrimoniale che finalmente colpisca quel 10% della popolazione che detiene il 50% della ricchezza non è minimamente nell'agenda politica di questo governo.

 

Non verrà detto che se si avesse realmente a cuore l'azione di contrasto all'evasione non si smonterebbe sistematicamente la macchina fiscale con continue ed incomprensibili riorganizzazioni Non verrà detto che è impossibile fare la lotta all'evasione riducendo di circa il 14% il personale negli ultimi dieci anni, invece di avviare un piano massiccio di assunzioni per debellare la piaga dell'evasione.

 

Non verrà detto che la lotta all'evasione passa attraverso un piano di valorizzazione del personale e non attraverso discorsi rituali o pacche sulle spalle.

 

Non verrà detto che l'attività di riscossione in mano ad una spa costituisce una pesante anomalia e che Equitalia deve tornare in mano pubblica cominciando a separare nettamente il management dell'Agenzia delle Entrate da quello di Equitalia.

 

Tutto ciò toccherà ai lavoratori e alle lavoratrici ricordarlo alla “smemorata” autorità politica...

Toccherà a noi in quella giornata dare il “benvenuto” al Presidente del Consiglio e al Ministro delle Finanze, evidenziando che un fisco così iniquo e diseguale va rovesciato e che l' USB ha da tempo approntato delle proposte concrete che alleggeriscono la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e sui pensionati e colpiscono finalmente la grande evasione, e che tali proposte devono passare inevitabilmente attraverso un piano di investimenti e valorizzazione professionale.

E allora la visita del Presidente del Consiglio e del Ministro delle Finanze non può risolversi in una parata tra il plauso generale di tutto il management dell'Agenzia delle Entrate, ma deve diventare l'occasione per far sentire la nostra voce sui temi del fisco. Per questa ragione l'USB ha indetto a partire dalle ore 14.30 un presidio dinanzi all'ingresso degli uffici centrali. Facciamoci vedere e sentire! Diamo il benvenuto al Presidente del Consiglio!

MERCOLEDI 24 LUGLIO ORE 14.30 PRESIDIO USB DINANZI ALL'INGRESSO DI VIA COLOMBO

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