Campania - Entrate, tutela maternità, progetto figli e banca delle ore

Napoli -

Ormai da tempo in Direzione Regionale e negli uffici della Campania si “parla” di “progetto figli”, una “procedura” che permetterebbe di accumulare ore extra in un determinato periodo dell’anno (ottobre – maggio), al fine di programmare assenze prolungate in altri periodi (giugno –settembre).

Tuttavia, mentre in altre Regioni il progetto è ormai partito già da più di un anno, in Campania se ne parla ormai da mesi, ma ancora non si è concretizzato nulla… (purtroppo non sempre l’Amministrazione si contraddistingue per la stessa celerità dimostrata per le POER).

Come USB auspichiamo che vi possa essere un miglioramento per tutti nella conciliazione dei tempi vita – lavoro, per coloro che hanno figli da accudire, per coloro che hanno persone invalide cui prestare assistenza e infine anche per coloro che figli o persone cui prestare assistenza non ne hanno. Del resto, entrando nello specifico del progetto figli, non possiamo non rilevare come questo sia a “somma zero “per l’Amministrazione, poiché le assenze dovranno coordinarsi con i piani ferie di tutto il personale nel rispetto delle esigenze di servizio.

Il progetto figli non è alternativo alla Banca delle ore, ma coesisterà con tale istituto, per cui speriamo anche nella riduzione dei “paletti” previsti per l’accumulo e l’utilizzabilità delle ore, nonché in un aumento della flessibilità in entrata e in uscita di tutti i lavoratori (così come del resto previsto in diverse Regioni del Nord).

Infine, ci giungono notizie, delle sempre maggiori difficoltà cui le lavoratrici devono far fronte per l’ottenimento del part-time, che viene spesso da quest’ultime richiesto per i periodi estivi, al fine di consentire l’accudimento dei figli, in un periodo nel quale non sono ferme le attività scolastiche.

Crediamo che, ove vi siano istanze di part-time delle lavoratrici, le stesse non possano che ritenersi meritevoli di tutela (non vi è chi non veda, che a fronte di una congrua decurtazione economica, solo chi ha delle effettive esigenze propone tali istanze) e per altro volte a realizzare effetti analoghi a quelli previsti dal progetto figli.

Auspichiamo, pertanto, ancor più che il progetto figli ancora non è partito nemmeno in via sperimentale, che l’Amministrazione possa accogliere le istanze di part-time delle lavoratrici, dimostrando la dovuta sensibilità e considerazione delle esigenze dei genitori con figli minori.

 

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