Catasto, cambiare verso si può!

Roma -

A due anni dall’incorporazione dell’Agenzia del Territorio in quella delle Entrate è tempo di fare qualche ragionamento. 

Abbiamo sempre reclamato la necessità che l’Agenzia del Territorio svolgesse il ruolo di presidio del territorio e del patrimonio immobiliare, denunciando i pericoli del federalismo e del passaggio del Catasto ai comuni quando questa sembrava l’unica opzione possibile; oggi è ancora più importante per il paese che il presidio di quelle funzioni sia potenziato con investimenti sulla macchina fiscale.

Mentre  si ragiona su  una revisione degli estimi e del classamento  per realizzare un nuovo Catasto strutturato per microzone, con diverso calcolo della consistenza immobiliare basato sui valori immobiliari anziché sulle rendite si perde spesso di vista il vero problema, ossia quello di affrontare e risolvere una volta per tutte il tema degli immobili fantasma.

Oggi più che mai la funzione e il controllo dell’Agenzia delle Entrate sul territorio dovrebbe essere ripensato e valorizzato.

Stiamo assistendo ai disastri ambientali del nostro territorio con allagamenti invernali ed incendi in estate frutto avvelenato di decenni di scempio del territorio.

Troppo spesso gli interessi dei palazzinari e delle lobby di potere che finanziano le campagne elettorali hanno avuto il sopravvento sul diritto dei cittadini a vivere in una città in cui non si rischi la vita per un acquazzone, troppo spesso gli amministratori locali hanno fatto finta di non vedere grattacieli che spuntavano sulla spiaggia o palazzi che sorgevano sul letto dei  fiumi, troppo spesso il disboscamento selvaggio  ha modificato i nostri terreni  creando importanti danni idrogeologici, troppo spesso  l’abusivismo sfrenato è stato tollerato e poi condonato. È ORA DI CAMBIARE!

Siamo assolutamente convinti   che l’unica possibilità sia rafforzare le competenze dell’Agenzia e non passarle ai comuni. L’abusivismo si può controllare se si investe e si potenzia la macchina fiscale e la dimostrazione è data dal grandissimo risultato ottenuto dai lavoratori del catasto che, in soli due anni hanno scoperto  due milioni di fabbricati fantasma . Purtroppo tutto poi sembra essersi fermato a causa di una politica miope che fa spending review dove invece dovrebbe investire, e il non investire sul fisco ha prodotto mancati introiti di milioni di euro.

Non è tardi per cambiare, certo che dopo 15 anni di blocco del turni over, che ha prodotto nel ramo Territorio un taglio di un terzo del personale pari a 4.000 unità ,  c’è assoluto bisogno di riqualificare i Lavoratori e investire in  nuove assunzioni.

Purtroppo invece non ci sono risposte perché non può considerarsi un investimento un bando di  concorso  per  140 unità quando le esigenze minime ordinarie ne dovrebbero prevedere per lo meno venti volte tanto.

È necessario rafforzare le funzioni dello Stato,  diminuire le sperequazioni tra chi vive in una zona popolare ed è costretto a pagare tasse  ingenti per una casa su cui deve pagare un mutuo che lo strozza e chi specula costruendo case  di pregio  censite come catapecchie.

Dobbiamo  mantenere e potenziare un Catasto equo  che rispecchi esattamente la realtà in modo da costruire una banca dati vera che potrebbe essere utilizzata per andare a colpire quel 10% della popolazione italiana che possiede l’50% del patrimonio nazionale.

Rafforzare le funzioni dello Stato vuol dire anche difendere il territorio e il nostro patrimonio paesaggistico contro gli scempi degli abusi e dei condoni.

Cambiar verso si può solo se si investe sul fisco e sui lavoratori.

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