Comunicato ai Lavoratori: sulla nostra posta nella spazzatura deciderà il giudice.

Roma -

In settimana abbiamo dato mandato ai nostri legali di intraprendere una vertenza contro l’Agenzia delle Entrate per comportamento antisindacale ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori.

 

Ogni tentativo di far ragionare l’amministrazione, rispetto alla posizione da lei assunta contro i nostri comunicati sindacali, che sistematicamente sono finiti nella spazzatura, è stato inutile.

 

L’ignoranza circa l’importanza degli strumenti informatici nella nostra società ha fatto si che venissero censurate forme di comunicazione protette dal medesimo Statuto dei Lavoratori. Il diritto di affissione, il divieto di controlli dei dipendenti con strumenti audiovisivi, sono stati aggirati con insistente protervia. L’amministrazione ha violato il diritto alla segretezza della corrispondenza, ostacolato la libera comunicazione fra sindacati e Lavoratori, invocato la privacy dopo averla ripetutamente violata.

 

I giudici ristabiliranno secondo legge quel sistema di diritti che l’Agenzia delle Entrate ha imperdonabilmente stravolto. L’ultima provocazione (la diffusione in posta a livello nazionale di un comunicato della UIL non censurato in piena campagna elettorale) è solo la ciliegina sulla torta di un comportamento inqualificabile che ora anche senza eccessiva dietrologia può essere interpretato alla luce di un evidente tentativo di ingerirsi nel regolare svolgimento delle elezioni RSU a danno della nostra organizzazione sindacale.

 

Ne riparleremo davanti al Giudice del Lavoro. Informeremo delle ripetute violazioni della legge e dei princìpi costituzionali anche il Garante della Privacy e coinvolgeremo la Polizia Postale per la parte di sua competenza, ravvisandosi dal nostro punto di vista, gli estremi di un reato informatico.

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