Contratto e Corte dei Conti: a lezione di italiano

Genova -

Genova, 12.5.06. Circola un comunicato di un altro sindacato in cui si afferma di non riuscire a comprendere come sia possibile che “qualcuno” possa dire che gli aumenti siano insufficienti mentre la Corte dei Conti blocca il contratto perché, secondo loro, gli aumenti sarebbero troppo alti. Ci si chiede: come fanno i sindacati che non hanno firmato la preintesa a criticare l’opera di sindacati che hanno raggiunto il massimo risultato possibile?

 

Siccome noi non abbiamo firmato la preintesa e siccome riteniamo – e abbiamo scritto a più riprese - che i suoi contenuti economici siano largamente insufficienti, ci sentiamo tirati in causa. E quando questo accade sentiamo il dovere di spiegarci meglio. Riportiamo quindi la definizione del termine “insufficiente” tratta dal Dizionario De Mauro:

 

in|suf|fi|cièn|te
agg.
1AU che non è sufficiente, che è inadeguato a un certo scopo o fine: una somma i., una porzione i. di cibo, una luce i. per leggere, una prova, una spiegazione i.

 

Gli aumenti contrattuali, e crediamo che questo sia indiscutibile, sono insufficienti per il duplice scopo che dovrebbero avere:

 

a) quello di recupero del potere d’acquisto dei salari;

b) quello di redistribuzione della ricchezza prodotta.

 

Poco importa, rispetto alla definizione di “insufficienza”, che qualcuno abbia fatto o meno del suo meglio… resta il fatto che il sistema contrattuale della concertazione ha come effetto certo quello da noi sempre osteggiato e che i lavoratori vivono sulla loro pelle…

 

il crollo del potere d’acquisto dei salari e i ritardi cronici dei rinnovi contrattuali

 

Per questo è necessario smarcarsi da un sistema dove ammesso, e non concesso, che ognuno faccia del suo meglio, i risultati sono comunque disastrosi (insufficienti, per l’appunto). Un sistema dove i contratti, e quindi il diritto dei lavoratori ad avere quello che gli spetta, sono subordinati a tempi ed “giacchette” della politica non è un sistema civile: è un sistema dove i lavoratori perderanno sempre.

 

Per questo, anche stimolati l’attuale situazione di indeterminatezza contrattuale, vogliamo riaprire nel paese un dibattito serio sulla necessità di recuperare un sistema che consenta l’allineamento automatico dei salari al costo della vita… la Scala Mobile… così nessuno potrà più fare campagna elettorale sui nostri contratti… così nessuno potrà più approfittare del nostro stato di “indigenza” per farci digerire, come “il meglio possibile”, contratti insufficienti o meccanismi di competizione interna che poco aiutano il nostro status di lavoratori.

 

Infine: per quanto riguarda la definizione di “cacciatori di tessere”… che è già la seconda volta, a nostra memoria, che viene brandita come se fosse un insulto. Siamo perplessi, visto che qualsiasi sindacato sa che, più sono le tessere che ha, e più sono praticabili le sue proposte… è chiaro, e non ne abbiamo fatto mai segreto, che le RdB cercano, per ottenere i risultati che fanno parte del loro programma sindacale, di avere più tessere possibile. Dovremmo vergognarci di questo? Del fatto che i lavoratori si stanno iscrivendo alle RdB? Oppure è un attacco gratuito da chi magari le tessere se le vede sfuggire?


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