Contratto. Miseria e nobiltà (Comunicato, testo contratto, nota a verbale RdB)

Roma -

Chiusa la kermesse contrattuale in cui abbiamo visto, soprattutto in extremis, molte nobili alzate di scudi sui 29 mesi di ritardo (30 secondo alcuni)… e con travagli dell’ultima giornata, non ancora sufficientemente chiari, sulla questione del conteggio dell’indennità di amministrazione nella buonuscita.

Ma la nobiltà sindacale se ne guarda bene di ricordare che ogni due anni, in ritardo, dobbiamo inscenare lo stesso copione. Perché così in ritardo?

Semplice. Perché il sistema contrattuale vigente consente alla parte più forte, quella che deve pagare, di non farlo se non quando ritiene opportuno…

… appena ci sarà il pagamento, speriamo entro fine giugno, si scoprirà che 30 mesi di arretrati, mediamente, equivalgono a poco più di 1.000 euro… i maligni potrebbero pensare che far passare più tempo fa accumulare più arretrati così si nota meno che quanto viene dato, soprattutto in riferimento al biennio 2004-2005, è in realtà una miseria.

Per quanto ci riguarda non abbiamo firmato il contratto. Le motivazioni dettagliate sono state più volte enunciate nel corso di questi lunghi mesi. Ricordiamole brevemente:

  • l’importo è insufficiente a recuperare il potere d’acquisto del nostro salario e conteggiato, per vostri artifici contabili, non sull’ex livello b3, come logico, e come richiesto dai lavoratori, ma su un livello artificioso tra b3 e c1;
  • l’incremento è diviso su tre rate, con oltre il 16% dell’importo complessivo a partire dal 2006, ovvero con decorrenza posteriore alla scadenza del contratto stesso;
  • oltre il 10% degli incrementi non in busta paga, ma nella produttività… e questo in un comparto dove già oltre il 30% del salario è salario di produttività;
  • un incremento calcolato in percentuale, ma non per tutti, visto che per gli ex Super, che hanno fascia retributiva diversa dai livelli di provenienza, l’incremento è lo stesso;
  • il mantenimento della “tassa sulla malattia”, ovvero la detrazione dell’indennità di amministrazione per le malattie sotto i 15 giorni, vero atto di inciviltà nonché furto, visto che buona parte di tale importo deriva dalla stabilizzazione del nostro Fondo di Produttività;
  • nessun accenno ad un referendum confermativo dei lavoratori, che, come forma di democrazia diretta, riteniamo debba assolutamente essere praticato.

Finita la kermesse, tutti si attribuiranno il merito di qualcosa… tutti avranno vinto. In realtà  restano sul terreno le cartacce di tutte le questioni ancora in ballo che, per carità di patria, qui non elenchiamo.

Soprattutto resta sul terreno il diritto violato dei lavoratori
ad avere incrementi salariali tempestivi ed adeguati

Il contratto è nuovamente scaduto il 31 dicembre 2005… che facciamo? Facciamo una previsione. Nella prima metà del 2007 ci sarà un accordo col Governo sui contratti di pubblico impiego (per cui i giornali titoleranno “100 euro agli statali”). Poi, le prime trattative si apriranno all’ARAN nell’autunno del 2007. Le Agenzie Fiscali, dopo 4/5 scioperi, e snervanti mobilitazioni, riusciranno ad avere a gennaio 2008 la loro “bella preintesa” e dopo, con altri scioperi e/o mobilitazioni, la firma definitiva a giugno 2008… sarà un altro contratto insoddisfacente, scaduto da anni, ma i lavoratori lo prenderanno… “capirai, dopo 30 mesi di ritardo” …

vogliamo interrompere il circolo vizioso?

 


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