dalla Direzione Regionale Entrate del Lazio

Roma -

Abbiamo assistito in questi giorni alla procedura di assegnazione dei 180 vincitori del concorso “Progetto Iride” assunti con contratti di formazione lavoro (CFL),  nei vari uffici del Lazio. “Assistere” è il verbo appropriato, non ce ne viene uno migliore. Ancora una volta si è persa la grande opportunità di coinvolgere le Organizzazioni Sindacali nelle dinamiche gestionali che, alla luce delle norme contrattuali, non possono essere sottratte alla partecipazione sindacale.

Invece non siamo stati convocati, né è stato attivato l’istituto dell’informazione, preventiva o successiva, né è trapelato nulla circa le modalità e  i criteri di assegnazione dei nuovi colleghi. Saremmo molto curiosi di sapere come queste scelte sono state fatte. in passato è già accaduto di rilevare, in queste procedure gestite unilateralmente e a fari spenti, diversi elementi di curiosità e bizzarria, quando non di probabile irregolarità. 

Chiediamo spesso al Direttore Regionale di intervenire negli Uffici dove le relazioni sindacali sono carenti, e notiamo con molto fastidio che chi è chiamato a vigilare su comportamenti scorretti e in violazione delle norme contrattuali, si renda protagonista a sua volta di atti in violazione dei più elementari diritti.

Andiamo ora a due questioni aperte. 

Il primo marzo scorso si era svolta in Direzione Regionale, una riunione sindacale con a tema il trasferimento dei lavoratori dalla palazzina B agli altri stabili del comprensorio (palazzina A e ufficio locale Roma 4). In quella occasione emersero svariati problemi legati alla sicurezza dei luoghi di lavoro, inclusa la necessità urgente di rivedere i piani di sicurezza a causa di massicce opere edilizie realizzate (il bagno privato è ormai entrato nell’immaginario collettivo) o da realizzare. Ci preoccupava allora anche il regolare svolgimento delle operazioni di trasloco e sgombero della palazzina B.

Nonostante sia stata formata una commissione per valutare quei problemi, ancora oggi non abbiamo notizie circa l’adozione di provvedimenti di alcun tipo. Abbiamo l’impressione che quei problemi siano nella situazione in cui li lasciammo quattro mesi fa. 

Inevitabile a questo punto farci qualche domanda:

Le opere sin qui eseguite sono state realizzate in conformità alle leggi vigenti? Il rischio incendi, che lo ricordiamo è un rischio strutturale per i nostri uffici, è stato adeguatamente esaminato? Esistono le autorizzazioni amministrative come il certificato di prevenzione incendi? 

Ci pare azzardato scherzare con il fuoco.

La seconda questione è un insulto alla pazienza dei lavoratori. Riguarda la trattativa sul pagamento del salario accessorio relativo al 2004 che sta procedendo lentamente anche a causa di un atteggiamento di ostinata chiusura da parte della Direzione Regionale. Non crediamo che i lavoratori siano disposti a sopportare l’ennesimo ritardo (siamo a 30 mesi!), alla luce di un quadro complessivo come quello che abbiamo descritto più sopra.

La trattativa va chiusa in breve tempo ed è per questo che ribadiamo la nostra proposta, che ha il vantaggio di essere rapida ed equa: si assegnino subito i fondi agli uffici locali in base al numero di lavoratori, senza indugiare in proiezioni arbitrarie e approssimative che pretendono di fotografare una realtà ormai sbiadita dagli anni. Gli uffici provvederanno con trattativa locale all’individuazione dei criteri di distribuzione del fondo 2004.

Chi pensa di poter rimandare a settembre la questione del salario accessorio 2004, o non ha ben chiaro qual è lo stato di disagio dei lavoratori, oppure ha voglia, un’altra volta, di scherzare con il fuoco.

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