Decentramento catasti. Non ci sono "Grandi" novità...

Roma -

Nell’incontro di ieri, 24 novembre, con l’Onorevole Grandi  e i vertici dell’Agenzia del Territorio abbiamo nuovamente ribadito le nostre richieste e parole d’ordine relativamente al decentramento del catasto ai Comuni.

Abbiamo ricordato ai rappresentanti del Governo la necessità  di definire con maggiore chiarezza le competenze che DEVONO restare in capo all’Agenzia del Territorio per permettere alla stessa di interagire con gli Enti Locali ma soprattutto, attraverso sopralluoghi tecnici e tutte le forme di controllo che solo la ormai collaudata professionalità della stessa può mettere in campo,  permettere di raggiungere l’obiettivo di una  maggiore equità fiscale in questo Paese. 

Abbiamo inoltre con forza ribadito che ci opponiamo e ci opporremo a qualsiasi forma di esternalizzazione del servizio. Abbiamo chiesto chiarezza e trasparenza sul concetto stesso di esternalizzazione, che ognuno pare interpretare in maniera diversa.

Crediamo, infatti, che il personale interessato debba rimanere legato e regolamentato soltanto da forme di contratti collettivi pubblici. Ci preoccupa fortemente la “velata” possibilità del sorgere di società private anche se a capitale, interamente o parzialmente, pubblico.

La richiesta di un protocollo d’intesa e di una cabina di regia poi per regolare la gestione del personale legato al processo di decentramento ci crea alcune perplessità, visto che il Governo e i vertici  dell’Agenzia insistono nel ribadire il  potenziamento dell’Agenzia stessa.

Ci chiediamo: perché a fronte di una volontà di potenziamento sorge contemporaneamente la necessità di gestire una mobilità del personale?

Abbiamo sottolineato tra l’altro che l’eventuale mobilità non potrebbe essere gestita con personale precario da qui la necessità di assumere TUTTI i lavoratori a tempo determinato SUBITO, prima cioè che il processo di decentramento cominci ad attuarsi. Basta parole Ci vogliono atti concreti.

La mobilitazione dei lavoratori e la loro presenza nella piazza di Largo Leopardi ha senz’altro spinto le parti a  “ragionare” ulteriormente su questa vicenda.

La lotta sarà lunga ed estenuante, ed i lavoratori tutti  dovranno essere capaci di gestire le proprie energie e la propria rabbia affinché le nostre rivendicazioni non si perdano nel lungo percorso che ci aspetta.


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