Democrazia, questa sconosciuta

A Roma 6 si tratta per l'assegnazione ai Lavoratori delle quote del fondo di produttività 2005. Dopo una mozione sostenuta dall'assemblea dei Lavoratori, l'amministrazione e le solite cgil-cisl-uil e varie ruote di scorta imboccano la direzione opposta. Ignorando, anzi travalicando perfino la competenza della locale RSU.

Roma -

Proprio una bella prova di democrazia quella fornita dall’Amministrazione e da alcune sigle sindacali in occasione della convocazione del 24 luglio riguardante la distribuzione del FPS 2005 nell’Ufficio locale di Roma 6!!!!!!!

 

Ancora una volta l’arroganza  di Cgil, Cisl, Uil, Salfi e Intesa dà bella prova di sé nei confronti della RSU locale e del personale dell’Ufficio di Roma 6, che lo ricordiamo, riunitosi in assemblea il giorno 4 luglio, su richiesta della RdB, votava e approvava una mozione a sostegno della proposta elaborata dalla suddetta RSU e consegnata all’Amministrazione, circa i criteri di ripartizione del FPS 2005. Lì tra l’altro si chiedeva che la produttività venisse liquidata utilizzando la percentuale del 60% e del 40% in quanto a causa di una ripartizione, del personale allocato nelle aree, non corrispondente a quella dettata dall’Agenzia e cioè il 57% del personale nell’area controllo e il 43% del personale nell’area servizi e unità di direzione e segreteria, si ha invece, per l’Ufficio di Roma 6, per effetto della presenza dei cosiddetti servizi indivisibili, una percentuale del 53% all’area controllo e del 47% all’area servizi e unità di direzione e segreteria. Quindi non si era in linea, per l’anno 2005 con l’accordo nazionale.

 

Orbene che cosa fanno i sopraccitati sindacati e l’Amministrazione? Rispondono compatti: “e noi ce ne freghiamo” della proposta RSU, della volontà assembleare, e soprattutto della Rdb che tanto “sbraita e s’affanna” per garantire quella legalità, eticità e dignità che dovrebbe costituire sempre e comunque la condizione prima e irrinunciabile, e ti vanno a elaborare e firmare, escludendo la RSU in quanto non presente nel suo numero legale, e quindi in evidente violazione dell’art.11 del CCNL, una preintesa dove dettano criteri propri. Non crediamo ci sia bisogno di aggiungere altro se non che sarebbe ora di finirla con l’arroganza di queste organizzazioni sindacali che pretendono di fare incontri “preconfezionati “ e con una Amministrazione che si presta a questi giochetti.