Direzione Regionale delle Dogane per il Lazio e per l'Umbria. 13/07/2006. Firmato l' accordo sulla formazione.Tra il dire e il fare…….

Roma -

Abbiamo firmato il piano operativo della formazione per la Direzione regionale delle dogane per il Lazio e l’Umbria (l’accordo nazionale non lo abbiamo firmato) perché per la prima volta possiamo concretamente controllare la gestione dei partecipanti ai corsi, ovvero se la scelta fatta dai dirigenti corrisponda effettivamente ai criteri individuati.

La formazione si rivolge formalmente ad una “ampia platea”, ed uno dei criteri di scelta dei partecipanti è il minor numero di ore di formazione ricevute, ma in passato non si è voluto colmare il divario che sempre esiste fra il dire e il fare, fornendo gli strumenti necessari a garantire che  la formazione si trasformi effettivamente in un diritto ed un opportunità per tutti i lavoratori, ad esempio creando una banca dati delle ore di formazione ricevute.

In questa occasione la Direzione Regionale ha accettato di crearla e di aggiornala semestralmente fornendola alle OO.SS.: adesso nessuno potrà tapparsi gli occhi davanti a situazioni in cui la partecipazione veniva ostacolata per le carenze di un particolare ufficio o perché non venivano organizzati corsi per una tipologia di professionalità.  

Inoltre: “non si potrà ripetere la partecipazione a stessa attività formativa” (art.2), ma soprattutto “l’elenco dei partecipanti sarà oggetto di intesa locale” (art.3):

Le intese locali avranno dunque gli strumenti per favorire la frequenza ai corsi di quei lavoratori che non hanno mai avuto questa opportunità,  o comunque per rivolgere il piano 2006 a chi è stato penalizzato in passato, affinché la formazione sia effettivamente un diritto e un opportunità per tutti e non per pochi.

Naturalmente anche qui vale la differenza fra il dire e il fare, poichè avere gli strumenti non significa usarli………e il nostro giudizio finale sul piano della formazione 2006 non può che essere rimandato a quando effettivamente si inizierà a colmare lo squilibrio esistente su questo tema fra i lavoratori.

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