dogane direzione regionale lazio: legittimo sospetto

Roma -

Le elezioni Rsu si avvicinano e si intensificano gli spostamenti di personale. Come in una partita a scacchi, si iniziano a sistemare le pedine al posto giusto. 

Ancora una volta nella Direzione Regionale delle Dogane per il Lazio e l’Umbria ci ritroviamo di fronte a distacchi disposti dal Direttore Regionale in carenza di un accordo sulla mobilità regionale e in spregio di qualsiasi regola ed opportunità.

In questo caso i distacchi sono stati effettuati dalla Dogana di San Lorenzo alla Dogana di Ciampino a due lavoratori di cui è nota l’appartenenza attiva ad una sigla sindacale autonoma….

Ci pare particolarmente grave che si proceda a distacchi da una sede carente ad una sede molto ambita dal personale e che ciò avvenga calpestando i diritti di tutti quei lavoratori che avevano richiesto un trasferimento che mai è stato preso in considerazione.

Come mai a qualcuno tutto è permesso?

Ci pare, inoltre, particolarmente grave che gli ultimi distacchi sono avvenuti mentre su iniziativa delle OO.SS. si era aperto un confronto per la verifica della problematiche inerenti gli organici degli uffici in previsione delle innumerevoli domande di pensionamento, ed in cui si era convenuto di non effettuare spostamenti in attesa dei dati necessari al prosecuzione del confronto.

Molti sarebbero i casi da risolvere di lavoratori che dopo anni di peregrinaggio in giro per l’Italia nella speranza di poter ricongiungersi un giorno con il proprio nucleo familiare, non vedono porre fine ai loro disagi continuando a fare i pendolari anche all’interno della Regione. 

Come mai a qualcuno nulla è permesso?

Nella riunione prevista per il 12 ottobre ci attendiamo risposte dalla Direzione Regionale… 

Dal canto nostro pensiamo che i tempi siano maturi per un cambiamento, che è prima di tutto di mentalità, affinché si contribuisca a superare quel clima da “si arrangi chi può” che spesso è protagonista nei nostri uffici. 

Il miglior modo di iniziare è un accordo sulla mobilità regionale, un accordo vero, che non serva a sanare ciò che è avvenuto e ad imbrigliare in incroci impossibili di entrate-uscite  le legittime aspettative degli altri colleghi ma che realizzi quella trasparenza che troppo spesso è mancata in passato… creando il legittimo sospetto che i lavoratori non abbiano tutti lo stesso trattamento…


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