Dogane - Il salario accessorio... che accessorio non è

Dobbiamo stabilizzare le risorse che finanziano i fondi aziendali per investire sul futuro

Roma -

Finalmente si sbloccano i pagamenti della parte più cospicua del Fondo 2008. Il 18 marzo è infatti arrivato l’accredito dell’indennità di professionalità, nonché la firma definitiva dell’accordo sul Fps 2008, dopo un percorso di certificazione degli organi di controllo anche questa volta irto di ostacoli. Bisognerà arrendersi all’idea di percepire questa parte del nostro salario in questo modo e con questo ritardo anche in futuro? Per noi no. Una stabilizzazione del salario accessorio è possibile ed è  per questo importante capire se c’è la volontà di cambiare i meccanismi che rendono incerti sia i tempi di erogazione, sia l’ammontare di queste somme. Occorre muoversi in fretta per non arrivare alla fine dell’anno ragionando a consuntivo, quando ormai sono stati già applicate le regole attuali, lo straordinario sarà stato svolto etc. Altrimenti, le norme di Brunetta, che entreranno in vigore quest’anno, non faranno che aggiungere all’incertezza sugli importi collettivi anche quella sugli importi individuali. Quali passaggi darebbero certezza al nostro salario sottraendolo al caos brunettiano?

 

  1. La politica usa i nostri soldi, il “Comma 165”, per coprire i buchi di bilancio imponendo ora tetti, ora tagli, ora disapplicazioni. Va garantito un tetto minimo di almeno il 50% di queste somme.
  2. In occasione del CCNL del 2004 riuscimmo ad ottenere che le progressioni economiche orizzontali fossero a carico dei fondi aziendali svincolandoci da procedure, autorizzazioni, limiti, che non fossero quelli della disponibilità di risorse certe e stabili. Vanno storicizzate, in tutto o in parte, le risorse fisse e ricorrenti attualmente impegnate per l’aumento dell’indennità di amministrazione e per le progressioni economiche avvenute con i contratti integrativi stipulati dopo il CCNL 2004.
  3. Le somme utilizzate per retribuire il lavoro straordinario vanno progressivamente ridotte e fatte confluire nel fondo.

 

Questi passaggi, che aggiungono risorse a quelle già stanziate per il 2007-08, garantirebbero la realizzazione di una nuova tornata di progressioni economiche per tutti, l’incentivazione al ricorso ai turni piuttosto che allo straordinario, il pagamento di emolumenti certi riguardo all’importo e ai tempi di erogazione. Una simile proposta è in evidente contraddizione con la politica che si sta perpetrando nei confronti del pubblico impiego. Il problema può essere superato solo se  ci sarà uno scatto d’orgoglio dell’intera categoria nel rivendicare dignità, prima ancora che diritti. Se si riuscirà a mettere in campo una mobilitazione capace di rompere le uova del loro paniere.

 

Una questione di dignità, oltre che economica, è pure quella del metodo di calcolo dell’indennità di professionalità. Anche questa volta è stato applicato il criterio dell’effettiva presenza in servizio. In tal modo sono state escluse addirittura le malattie dovute a cause di servizio, infortuni sul lavoro e terapie salvavita, come avvenne nel 2007. Come abbiamo già avuto modo di scrivere allora (“Innovazione nella P.A.), questo per noi è inaccettabile. A fine stipendio avanza troppo mese, è stato uno dei nostri slogan per rappresentare la situazione del pubblico dipendente. Data la rilevanza di questa indennità, la mancata erogazione a questa tipologie di assenze, equivale a creare un ulteriore problema economico a chi dovrebbe essere messo in condizione di superare in tranquillità, almeno sotto quell’aspetto, i suoi problemi di salute. Sul punto il 18 marzo è stata redatta una nota unitaria.

 

Pasqua si avvicina… quale periodo migliore per rompere le uova?

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