Dogane - Progressioni economiche. Sbloccare il passato e pensare al futuro

Si cercano soluzioni per risolvere i problemi delle progressioni

Roma -

Nella riunione del 23 aprile l’Agenzia ci ha fornito un quadro dettagliato dello stato del contenzioso, che come sappiamo sta creando notevoli difficoltà all’ attuazione delle progressioni economiche già avviate per gli anni 2007-2008 e 2010.

La difficoltà principale è che la mancanza di stabilità dei punteggi, derivante dal contenzioso in atto, impedisce di individuare con certezza i candidati che si collocano a parità di punteggio, allo stato numerosissimi, i quali dovrebbero affrontare la prova teorico-pratica prevista dal bando e dal CCNL.

Poiché l’attesa di qualche sentenza che stabilisca in via definitiva, in un modo o nell’altro, gli aspetti contesi risulterebbe pluriennale, dal tavolo è emersa chiaramente la volontà di dover intervenire contrattualmente per sciogliere il nodo della prova per i pari merito e permettere l’inquadramento dei vincitori 2007-2008 e lo sblocco della procedura del 2010, anche se resta da individuare la modalità più celere ed efficace tra le varie ipotesi emerse.

Un’ ulteriore riflessione ci appare opportuna. Aveva diritto a partecipare a queste procedure il personale in servizio alla data di sottoscrizione dell’accordo. A causa del notevole tempo trascorso fra la data dell’accordo e quella dell’inquadramento (ci auguriamo imminente), molti colleghi che risulteranno vincitori nel frattempo sono andati in pensione o sono passati di area e lo sviluppo economico si risolverà nel pagamento di una somma arretrata che tornerà nella disponibilità del Fondo dalla data della cessazione dal servizio o del passaggio di area.

Per questo vogliamo riportare all’attenzione una proposta che USB aveva già avanzato all’epoca della sottoscrizione degli accordi, ovvero quella di lasciare aperte le graduatorie per consentire gli scorrimenti necessari affinché alla data dell’inquadramento vengano coperti tutti i posti previsti dal bando.

Ci riproveremo, perché ci sembra una soluzione di buon senso, che non comporta alcun onere aggiuntivo e ci consentirebbe di recuperare centinaia di posti che altrimenti non verrebbero assegnati.   

Nella riunione del 23 aprile abbiamo anche avuto modo di ribadire che per noi la stagione delle progressioni economiche non è finita con le procedure già avviate e con quelle da avviare per il 2010, ma dovrà proseguire individuando ulteriori risorse e quindi ulteriori passaggi anche nell’ambito del Fondo 2011.

Su questo aspetto i problemi non sono tecnici ma politici, si tratta di non buttare al vento un percorso iniziato con il primo CCNL delle Agenzie Fiscali che ci ha consentito di sbloccare un meccanismo di sviluppo economico all’interno delle Aree che era fermo da decenni.

Svincolare le progressioni economiche da procedure concorsuali ha però significato porle a carico del fondo, quindi autofinanziarle. Qualsiasi datore di lavoro sarebbe ben felice di non mettere un euro per la “carriera” dei propri dipendenti, ma nel nostro caso non si accontenta e emana circolari (Rgs n 12/2011) che le inseriscono in norme di contenimento di spesa assurde per procedure che, come detto, si autofinanziano.

Noi abbiamo firmato quel contratto e rivendichiamo le progressioni economiche come una forma stabile di distribuzione del salario accessorio e dinamica per il giusto riconoscimento retributivo dell’esperienza professionale acquisita. Le Agenzie, che pure hanno firmato quel contratto, dovranno scegliere se applicarlo o buttare tutto all’aria nascondendosi dietro le circolari. Nel frattempo, USB raccoglie le firme per far sapere loro cosa pensano al riguardo i lavoratori delle Agenzie Fiscali.

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