Ed ora Mobilitazione: LE DELEGHE DI FIRMA

Roma -

Il mancato rinnovo del finanziamento dei capi team e capi area è solo l’ultimo tassello di un caos organizzativo che affonda le radici in scelte assai discutibili che hanno cristallizzato ed aggravato nel corso del tempo le già precarie condizioni di lavoro di tutto il personale. 
Oltre alla drammatica e cronica carenza di organico, all’aumento dei carichi di lavoro a fronte di un salario accessorio sempre più povero, ora i lavoratori delle agenzie fiscali vengono coinvolti dalla delega di firma, attribuita dai dirigenti delle DP per tamponare una nuova situazione di emergenza.
Nonostante la delega di firma, prevista dall’articolo 42 del D.P.R. 600/73, sia un istituto giuridico che lascia, di fatto, la responsabilità in capo al delegante, molto spesso le disposizioni di servizio con cui viene attribuita, fanno saltare del tutto quel processo di vigilanza, assolto in precedenza dai capi team e/o capi area, responsabilizzando in toto i lavoratori che sono chiamati in causa.
In questi giorni si assiste al paradosso che, chi ha perso l’incarico, destituito sia a livello giuridico che economico, si rifiuta di assumere le responsabilità che prima aveva, e quindi di firmare gli atti con i limiti di delega attribuiti precedentemente, mentre i lavoratori si ritrovano a sostituire queste figure, investiti da una delega di firma calata dall’alto, che di fatto li coinvolge nella macchina organizzativa delle Agenzie, per di più a costo zero! 
Il rischio concreto è quello che dietro la delega di firma si celi invece una vera e propria delega di funzioni, prevista dall’articolo 17, comma 1-bis del D. Lgs. 165/2001, che attribuisce responsabilità sostanziali che assumono rilevanza esterna all’amministrazione.  
Il  personale investito dalle deleghe di firma, appartenente anche alla seconda area, è di fatto lasciato solo in fasi della lavorazione per le quali prima era prevista una catena di vigilanza. E fa davvero specie, in questa situazione, verificare che le attenzioni delle altre oo.ss.  sono indirizzate quasi esclusivamente alla tutela delle figure di cui all’art 17 e 18 del CCNI, senza minimamente considerare gli effetti che tale situazione sta producendo a cascata nei confronti degli altri lavoratori. E questo  rafforza i nostri dubbi sul carattere parziale della mobilitazione che le altre sigle hanno messo in campo.
Né ci tranquillizzano le rassicurazioni di qualche dirigente di turno (bontà loro)  circa la disponibilità al confronto rispetto a casi lavorativi dubbi.
La macchina organizzativa delle Agenzie Fiscali non può ricadere sempre sulle spalle dei lavoratori. Quegli stessi lavoratori che hanno chiesto e si sono visti negare fino ad oggi il riconoscimento della loro professionalità da un ordinamento professionale rigido e ingabbiato in regole anacronistiche, che non ha consentito loro una progressione giuridica ed economica di carriera, che sono stati sottoposti a processi di valutazione iniqui e che oggi sono chiamati in causa dall’Agenzia ad assumere responsabilità in un momento di drammatica urgenza. Oltre il danno la beffa!
Per anni USB si è battuta per rivendicare che i lavoratori fossero referenti e non responsabili del procedimento e quella battaglia ha prodotto risultati importanti.
Non vorremmo che si utilizzasse questa condizione di emergenza per aggirare anche le disposizioni sul responsabile del procedimento.
L'USB non lo consentirà e a livello locale sta vigilando affinché non si scarichino ancora una volta i rischi professionali sull’ultimo anello della catena lavorativa.
Come abbiamo detto sin dall’inizio, lo stato di agitazione che abbiamo indetto deve dare risposte a tutto il personale e non solo ad una parte di esso!

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