Emilia-Romagna, ADM: Riorganizzazione, i Lavoratori sono solo pedine

Bologna -

A meno di un mese dalla sua attivazione, la riorganizzazione sembra essere una cosa privata dell’amministrazione, come se i lavoratori fossero solo delle pedine da spostare.

Abbiamo scritto ancora una volta al Direttore regionale con la speranza che, a differenza della prima volta, questa volta dia ascolto ai lavoratori.

Se così non fosse, invitiamo sin d’ora i colleghi a essere pronti alla mobilitazione.

 

Alla c.a. del Direttore della D.T.

Emilia-Romagna – Marche

Dott. Marco Cutaia

e p.c. Al Direttore centrale del Personale di ADM

e p.c. Ai Direttori dei singoli Uffici dell’Emilia Romagna

e p.c.  Alle Lavoratrici e ai Lavoratori degli Uffici dell’Emilia Romagna

 

Oggetto:

Riorganizzazione dell’ADM: inizio della fase sperimentale nella D.T. Emilia-Romagna e Marche.-

 

Circa un mese fa avevamo espresso in una nota a lei indirizzata, tutta la preoccupazione dei lavoratori, e quindi anche nostra, per una riorganizzazione che vedrà interessata la regione Emilia Romagna in qualità di regione pilota, a partire dal 1° maggio.

A oggi, non solo la nostra nota è rimasta senza risposta, ma, a meno di un mese dall’avvio di questa fase sperimentale, l’Amministrazione continua a ignorare le preoccupazioni che i Lavoratori ci rivolgono e la loro legittima esigenza di conoscere quale sarà il loro futuro.

Questo processo, che stravolgerà gli uffici, sembra quasi essere una questione interna alla direzione, laddove invece sappiamo bene tutti che riguarderà direttamente e principalmente i Lavoratori.

Riprendendo quanto già scritto in precedenza, riproponiamo quelli che sono i principali interrogativi che ci pongono i colleghi.

  • Come sono state individuale le nuove piante organiche ufficio per ufficio?
  • Quali sono gli attuali carichi di lavoro e quali saranno invece quelli a riorganizzazione avvenuta?
  • Quali saranno e come saranno ripartite le competenze nei nuovi uffici?
  • Come saranno organizzati quegli uffici che con la nascita degli UADM acquisiranno le competenze e il lavoro dei Monopoli, ma non avranno (alcuni completante, altri in maniera ridotta) il numero di personale sufficiente proveniente da quel settore?
  • In che modo gli uffici non più dirigenziali si dovranno integrare con quelli da cui dipenderanno?

Converrà, Direttore, che queste preoccupazioni sono decisamente fondate e avrebbero meritato e meritano sempre di più, una risposta da parte dell’amministrazione.

La tranquillità e la serenità dei Lavoratori dovrebbe essere uno di quegli indici che i dirigenti dovrebbero monitorare anche ai fini di prevenire lo stress da lavoro correlato, per cui davvero non comprendiamo questo atteggiamento che sembra ignorare tutto ciò.

Questo processo avrebbe potuto (dovuto) essere gestito più facilmente e avrebbe rasserenato gli animi, se fosse stato ricercato il confronto con le parti sociali, anziché sfuggirlo.

Le rinnoviamo quindi la richiesta, già avanzata nella nota dello scorso 5 marzo, che l’amministrazione coinvolga i Lavoratori attraverso i suoi rappresentanti, attivando un confronto o quanto meno fornendo le necessarie risposte agli interrogativi sopra riportati.

In attesa di un riscontro, le porgiamo distinti saluti.

                                                                                                                                  USB P.I.