Emilia Romagna - Entrate, all'ufficio territoriale la coperta è troppo corta e Fiorenzuola si prepara alla chiusura

Piacenza -

La riunione fiume, presso la Dp di Piacenza, durata più di tre ore ha fornito le seguenti giustificazioni dell’amministrazione:

  • la formazione non serve perché lo sportello di informazione qualificata non deve far altro che fornire le informazioni previste dall’ordine di servizio n. 26/2012 (date di scadenza, modulistica, codici tributi, ecc.) alle quali affiancare, se ritenuto utile dal lavoratore di turno, quelle su cui lui è competente;
  • i lavoratori prescelti sono quelli che non hanno incarichi con scadenze impellenti o giornaliere ma solo annuali;
  • l’apertura di uno sportello in più non comporta maggiore lavoro ma minore perché si alleggerisce l’afflusso a tutti gli altri sportelli.

Come USB abbiamo incalzato l’amministrazione affinché realizzi un interpello per conoscere le disponibilità di tutto l’ufficio. Abbiamo chiesto che si riconosca che l’ufficio territoriale funziona grazie alla disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori che compiono turni anche di 8 ore giornaliere allo sportello o che modificano il proprio part time per rispondere alle esigenze di apertura degli sportelli, di diminuire il carico di lavoro divenuto ormai massacrante e di prevedere maggiori incentivazioni per le attività più disagiate.

 

La direzione ha detto che non può far nulla, le cose da fare sono sempre di più e la coperta degli incentivi è sempre più corta. Intende, quindi, partire con i nomi prescelti senza effettuare interpelli, saranno assegnate nuove lavorazioni al territoriale (rimborsi partite IVA) e ha ribadito che i lavoratori del territoriale fanno solo il loro dovere e nulla più. A noi piacerebbe far vedere cosa significa lavorare senza dedizione al lavoro e senza disponibilità a modificare il proprio orario di lavoro su esigenza dell’ufficio per far notare la differenza a chi si ostina a caricare i lavoratori come asini da soma con la pretesa che rispondano anche grazie.

 

Abbiamo chiesto, infine, se si sta pensando di chiudere la sede staccata di Fiorenzuola d’Arda. La direzione dell’ufficio, pur sottolineando che non fosse di sua competenza tale decisione, ci ha riferito che nell’incontro con l’amministrazione comunale si è parlato di tenere aperto uno sportello per il pubblico con una persona di servizio, a spese del Comune, senza sapere se tale sportello sarà operativo tutti i giorni della settimana.

 

Come USB ribadiamo che nel terzo millennio con le centinaia di atti che sono inviati per via telematica forse è più semplice spostare le pratiche da lavorare che i lavoratori. Qui l’arroganza dell’amministrazione ha raggiunto il suo culmine dicendo che lo spostamento su Piacenza per i lavoratori di Fiorenzuola comporta una minima spesa e un minimo disagio e che anche il direttore fa il pendolare con Parma senza problemi. Pensiamo che se anche i lavoratori di Fiorenzuola avessero una retribuzione annua ed incentivi per un totale superiore agli 80.000 euro avrebbero meno difficoltà a fare i pendolari, ma purtroppo così non è. Il parere dell’amministrazione non è mutato neanche quando abbiamo detto che i comuni della val d’Arda sarebbero disposti ad accollarsi le spese di apertura dell’ufficio.

 

L’amministrazione vuole risparmiare sulle spalle dei lavoratori e questo per noi è inaccettabile. L’unica soluzione è prendere atto del continuo sfruttamento e cominciare a reagire compatti bloccando le lavorazioni a cui più tiene l’Agenzia. Il raggiungimento degli obiettivi, ricordiamo, porta sicuramente 15.000 euro in tasca al direttore e poche briciole, che ogni anno diminuiscono, a tutti i dipendenti. Ne vale la pena tirarsi il collo?

 

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