Emilia Romagna, Entrate - Figli di un Dio minore

Bologna -

In questo periodo nell’Agenzia si discutono quattro “argomenti” – procedura per le progressioni economiche – mobilità nazionale – Attribuzione delega firme – incorporazione degli UPT nelle DP.

 

Non ci sembra affatto casuale che in questo periodo, con tutti questi argomenti che impegnano il personale, stia procedendo a ritmo serrato, la “sistemazione” delle varie Posizioni Organizzative, nominate non solo a seguito di prove scritte (seguite da oscuri incontri verbali che spesso hanno stravolto le graduatorie venute da prove scritte), di interpelli (recenti o del 31.01.2014), ma anche a seguito di nomine effettuate a seguito di … “valutazione di curriculum”! ci chiediamo se c’è stato almeno una farsa di interpello.

 

Mentre si procede a tambur battente per le nomine – a cui seguono laute corresponsioni stipendiali pagate prevalentemente con i soldi dei lavoratori – delle varie P.O., per quanto riguarda la corresponsione dei pochi soldi del Fondo destinato ai normali lavoratori - comuni mortali -, gli incontri languono in quanto per questi ultimi occorre cercare dei metodi che ne certifichino le capacità per essere premiati con pochi spiccioli!

Non diamo alcun giudizio sulle capacità lavorative, eccezionali normali o insufficienti, di chi occupa le varie P.O., non vogliamo fare alcuna affermazione per denigrare il loro lavoro, spesso difficoltoso, gravoso, impegnativo e di alta responsabilità; però dobbiamo constatare che, per chi, per tre anni, percepirà un notevole aumento stipendiale si trova la soluzione, per chi svolge la normale attività lavorativa non solo non si ha adeguamento contrattuale, ma si bloccano anche parte degli accessori, con tre anni di ritaro, con contrattazioni infinite su chi deve essere premiato dalla dirigenza!

 

Che dire poi del passaggio di fascia economica? Ricordiamo che il contratto integrativo riporta che “La nuova posizione economica è attribuita ogni anno con decorrenza dal 1° gennaio”, mentre la precedente selezione è di 5 anni fa. Per non parlare del passaggio tra le aree, dove la graduatoria della selezione effettuata non è stata voluta portare avanti precludendo per sempre un passaggio di area a colleghi che non potranno averla perché non hanno la laurea, ma continuano a svolgere lavori di 3^ area con il massimo riconoscimento solo dai colleghi con cui lavorano, ma non dall’amministrazione.

 

In fondo la mobilità e l’incorporamento del Territorio nelle Entrate. I lavoratori del Territorio si sentono trattati da dipendenti “di serie B” dai “nuovi dirigenti delle Entrate”, e ne hanno di ragione; basta vedere le indennità per incarichi del fondo di sede: per il personale incaricato nella rappresentanza presso le CTP per un lavoratore delle Entrate vengono corrisposti 13 €, per un lavoratore del Territorio 10 €; per la rappresentanza presso la magistratura la differenza è ancora maggiore: per un lavoratore Territorio sempre 10 €, per un lavoratore delle Entrate 26 €. Mentre le P.O. delle Entrate sono remunerate adeguatamente, per alcune figure del Territorio vengono pagati solo con i soldi dei lavoratori (il fondo di sede), dopo tre anni, senza che l’Agenzia ci metta un soldo. Le nuove figure come il Capo Reparto Sevizi all’Utenza, istituite dai Direttori delle DP, saranno pagati sempre e solo con i soldi dei lavoratori? Inoltre i Conservatori che l’Agenzia si ostina a trattare come se fossero semplici Capi Reparto, mentre trattasi di figure riconosciute per legge e con autonome responsabilità inderogabili, dovrebbero essere pagate interamente dall’Agenzia con gli arretrati dall’assunzione dell’incarico.

 

Ci auguriamo che ai colleghi dei reparti di staff, o di parti di altre attività, passati a diretta dipendenza delle DP, non vengano imposti trasferimenti forzati presso le altre sedi. Nel momento in cui con i collegamenti telematici è possibile fare di tutto, deve essere data la possibilità al personale di mantenere la propria attività lavorativa rimanendo nel proprio posto di lavoro, o che sia prevista una possibilità di scelta tra il cambiare attività o il cambiare sede di lavoro. Ci auguriamo che almeno su questo non ci siano problemi!

 

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