Emilia Romagna - Entrate, quel pasticciaccio brutto di Nanni Costa

Bologna -

Venerdì 14 ottobre si è tenuto l’incontro sulla riorganizzazione della DP di Bologna e la soppressione della sede di Nanni Costa.

 

USB ha fortemente stigmatizzato la tardività dell’incontro, convocato a breve distanza dalla chiusura dell’Ufficio di Bologna 2 che, come confermato dalla Direzione, avverrà entro la fine del mese di novembre.

 

Riguardo l’oggetto dell’incontro, la Dirigenza dopo aver ribadito il nuovo assetto organizzativo (nella sede di Marco Polo area di Staff, area Legale e Area 1 Ufficio Controlli; in quella di Via Larga Aree 2 e 3 Ufficio Controlli), ci ha resi edotti riguardo la redistribuzione del personale di Nanni Costa, informandoci che:

- il personale dell’Area di Staff (10 unità) sarà ricollocato “di default” presso Marco Polo;

- il personale delle aree 2 e 3 dell’Ufficio Controlli sarà collocato in via Larga;

- del personale dell’UT: 30 unità saranno riallocate in Marco Polo, e 32 in via Larga.

Questa redistribuzione è stata definita in relazione al fabbisogno delle strutture degli Uffici Territoriali di Marco Polo e via Larga come definita secondo un analisi tecnica effettuata dalla Direzione.

 

Quanto alla sorte dei lavoratori delle aree 2 e 3 dell’Ufficio Controlli della sede di Marco Polo, infine, la Direzione ha lasciato intendere chiaramente che se gli stessi non intendono spostarsi nella sede di via Larga, saranno collocati all’Ufficio Territoriale di Marco Polo.

 

La discussione è quindi proseguita, ma avvitandosi quasi subito perché la Direzione ha posto dei limitatissimi margini di manovra, che sono:

1) la volontà di accorpare presso la sede di via Larga le Aree 2 e 3 dell’Ufficio Controlli;

2) l’accordo quadro sull’attivazione delle DP del 24/04/2009 che determina che un eventuale spostamento dei lavoratori può avvenire esclusivamente su base volontaria, e che oggi tutela i lavoratori (Controllo-Area 2 e 3) della sede di Marco Polo, e non i lavoratori di Nanni Costa per la dismissione dell’immobile;

3) i posti (posti fisici, per intendersi le postazioni di lavoro) materialmente disponibili nella sede di Marco Polo, definiti dalla Direzione con criteri che non conosciamo, sarebbero 41. Questo numero però verrebbe diminuito dei posti per i lavoratori (oggi 21 unità) delle aree 2 e 3 dell’Ufficio Controlli di Marco Polo che sceglieranno di non spostarsi in via Larga.

 

Nel tentativo di trovare una soluzione che consentisse in qualche modo di venire incontro alle esigenze di chi lavora a Nanni Costa, ed ha motivi per essere ricollocato a Marco Polo (crediamo la gran parte dei lavoratori), nel corso della discussione ci siamo poi trovati di fronte a chiusure della Direzione che costituiscono ulteriori limiti.

 

Alla proposta più o meno comune di aprire un interpello per consentire l’uscita dall’Area Legale o dall’Area 1 verso la sede di via Larga, in modo da liberare eventualmente posti a Marco Polo, e contemporaneamente accontentare chi desidera cambiare lavoro, la Direzione ha opposto un rifiuto per il fatto che si tratta di lavoratori con professionalità specifiche difficilmente “fungibili” (però prima della DP, tutti facevano tutto ...) ed analogo rifiuto è stato avanzato riguardo l’ipotesi di un interpello di mobilità volontaria (per la sede di via Larga) e cambio di professionalità che riguardasse tutto il personale della DP.

 

L’unica apertura è stato il riservarsi di avviare un interpello rivolto a tutti i lavoratori ad inizio 2012, per un processo di cambio di sede e professionalità.

 

Dopo un’interminabile discussione, durante la quale USB ha stigmatizzato e criticato fortemente l’assurdità di questa ennesima riorganizzazione, e ribadito la sua opposizione riguardo alla scelta suicida di sopprimere la sede di Nanni Costa, l’incontro si è concluso con la decisione di avviare una ricognizione delle preferenze del personale della DP, e di incontrarsi nuovamente venerdì 21 ottobre.

 

Su tutta questa vicenda la nostra valutazione è estremamente negativa: come USB avevamo ravvisato subito tutte le potenziali ricadute negative che avrebbe comportato la nascita delle DP (ridimensionamento di sedi, mobilità del personale, cambi di professionalità coatta, e via dicendo), e non ci eravamo sbagliati poiché la vicenda di Nanni Costa ce lo dimostra pienamente. Ma nel frullatore impazzito delle DP assistiamo anche a fenomeni come le “gabbie professionali”, ovverosia la “blindatura” di certi profili professionali (in questo caso ci riferiamo all’Area 1 Uff. Controlli e all’Area Legale) dai quali diventa poi impossibile entrare o uscire. Per questo e per altri motivi continuiamo a essere convinti che questo modello organizzativo presenta notevoli criticità e carenze, che presto o tardi saranno destinate ad esplodere in maniera più dirompente.

 

Quanto ai lavoratori in mobilità verso via Larga, il nostro intendimento è quello di arrivare a concordare una procedura che definisca dei criteri di assegnazione equi e trasparenti, tali da poter tutelare quelli in situazioni particolari. Crediamo soprattutto che le esigenze personali e familiari dei lavoratori vengano prima delle “immodificabili” esigenze professionali; sul lavoro siamo tutti utili ma nessuno è insostituibile, così non è per le nostre personali esigenze di vita, famiglie, figli, genitori.

 

Per questo motivo, per i lavoratori in mobilità verso via Larga, il nostro intendimento è quello di arrivare a concordare una procedura che definisca dei criteri di assegnazione equi e trasparenti, tali da poter tutelare tutti i lavoratori in situazioni di particolare disagio.

 

Rimangono comunque dei punti da chiarire: I posti disponibili in Marco Polo, possono essere aumentati rispetto a quelli dichiarati dalla Direzione? E’ opportuno realizzare 2 UT pressoché della stessa dimensione quando sappiamo che l’utenza si rivolgerà maggiormente su Marco Polo? Chi prima della DP faceva lavori oggi attributi alla Area 1 Controllo ed alla Area Legale, perché oggi quei lavori non li sa più fare? E se sto all’Area Legale e voglio cambiare, anche andando in un'altra sede, perché tenermi legato ad un lavoro demotivato, e non permettere ad un altro lavoratore motivato di sostituirmi? E se so controllare una società che ha un fatturato di 4.999.999,00 euro com’è che se ha 5.000.001,00 euro non sono capace?

 

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