Emilia Romagna - Entrate, ribadiamo ancora una volta un secco NO alla valutazione del dirigente

Bologna -

Martedì 25 siamo stati convocati dalla Direzione Regionale per un incontro avente per oggetto la definizione di criteri relativi alla qualità della prestazione, durante il quale ci è stato sottoposto un documento avente l’intento di avviare un tavolo “tecnico”, che prevedrebbe una serie di incontri finalizzati a definire i criteri di cui sopra. Una volta definiti, tali criteri costituirebbero poi una linea di indirizzo nelle trattative per la ripartizione del fondo di produttività 2015 sia in DR che nelle DP.

Sulla questione la prima osservazione che facciamo è che il netto rifiuto posto dai lavoratori nell’accettare ancora una volta la premiazione del “merito” (con riferimento alla trattativa per l’erogazione del FPS 2012) evidentemente ha lasciato il segno, e molto probabilmente l’Amministrazione intende cautelarsi preventivamente per il futuro cercando di definire con le organizzazioni sindacali dei criteri da far poi digerire ai lavoratori.

Nel merito, dopo aver ricordato la nostra contrarietà riguardo la remunerazione della qualità della prestazione e la corresponsione di quote del salario accessorio con queste modalità (posizione non nuova, dato che già otto anni fa ci eravamo espressi contro nel corso delle trattative per l’erogazione del FPS 2003 e 2004!), abbiamo fatto presente di non essere favorevoli alla riesumazione di alcun tavolo tecnico, osservatorio congiunto (o chiamateli come vi pare) e via dicendo.

Quello che abbiamo detto otto anni fa, e che diciamo di nuovo oggi, è che non siamo disposti, criteri o non criteri, a discutere su una ripartizione ad personam di fondi dei lavoratori, non per semplice pregiudizio ma per ragioni ben specifiche.

In primis, perché siamo convinti che i fondi del FPS appartengano a tutti i lavoratori dell’Ufficio, nessuno escluso. Pertanto, stornare parte dei fondi per premiare pochi “meritevoli” (scelti come lo vedremo poi) vorrebbe dire creare un ghetto, piccolo o grande che sia, di esclusi che si vedrebbe estorto quota parte del salario accessorio.

In seconda battuta, perché siamo convinti che nonostante ogni tentativo di definizione di criteri “oggettivi”, l’applicazione degli stessi finirebbe per tradursi immancabilmente in una scelta discrezionale più o meno velata da parte del dirigente di turno, con buona pace di ogni pretesa di oggettività e scientificità.

Già il nostro FPS viene pesantemente intaccato dall’erogazione dei compensi alle figure di coordinamento e responsabilità ex art. 17 e 18 CCNI, che di contro dovrebbero essere pagate prevalentemente con i soldi dell'Amministrazione, adesso vogliamo far sì che non subisca ulteriori attacchi.

Per perseguire il suo intento l’Amministrazione si è poi appigliata ai contenuti dell’art. 85 del CCNL (che prevedrebbe la corresponsione di compensi correlati al merito ed all’impegno individuale in modo selettivo) e all’art. 13 del CCNI (che prevedrebbe la possibilità di apprezzare il livello qualitativo delle prestazioni rese). In merito, abbiamo fatto presente che l’Amministrazione si è reiteratamente dimostrata inadempiente nel rispettare quanto previsto sempre all’art. 13 comma 3 del CCNI, che dispone il pagamento del premio di produttività nell’anno di competenza in due rate anticipate a maggio e novembre, pari ognuna al 30%, e a saldo entro agosto dell’anno successivo, o quanto previsto dall'articolo 16 comma 4 in cui si stabilisce che ogni anno occorre effettuare delle progressioni economiche (qualcuno le ha mai viste?!?).

Ci piacerebbe quindi che la solerzia nell’applicazione degli articoli del Contratto venisse trovata anche quando si tratta di rispettare i diritti dei lavoratori sanciti dal contratto stesso!!!

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