Emilia Romagna - Entrate, Ri(dis)organizzazione Dp Bologna

Bologna -

Continui lifting dell’AGENZIA delle ENTRATE ma le ricadute sui lavoratori non sono positive.

 

Le risorse sono sottratte per far proliferare le posizioni organizzative che crescono come i funghi anche assegnando i lavoratori ai team solo sulla carta. Questa si che è Amministrazione creativa.

 

Caos al servizio centralino, con colleghi centralinisti esperti, depauperati della loro dignità di lavoratori, mentre il centralino impazzito smista a casaccio le telefonate dei contribuenti disperati.

 

Lunghe file agli sportelli che costringono i colleghi, con turnazioni inesistenti, ad erogare i servizi fino alle 14.00  e nelle aperture pomeridiane anche fino alle 18.00, con attese interminabili per contribuenti ed alti rischi da stress correlato per i lavoratori del Front office.

 

Funzionari “responsabili” che pur non avendo alcun potere di firma, né relative indennità per responsabilità di delega, sono additati all’esterno come responsabili dei procedimenti di accertamento ed adesso anche delle procedure esecutive di riscossione.

 

L’Amministrazione continua ad evidenziare  sacche di inefficienza negli uffici, per le quali non ci sono mai responsabilità dall’alto, ma che sono dovute a … “Troppi caffe’”??

 

Invece di esaminare le inefficacie del nuovo modello organizzativo, e le scelte organizzative che si mettono in atto, s’intimidiscono i lavoratori con minacce di rilievi di scarsa produttività e si assegnano carichi a “cottimo” con tempi di lavorazione prestabiliti.

 

Non è che basta scaricare le responsabilità in basso sui funzionari per risolvere i problemi.

 

Non è di minacce che si sente il bisogno, ma di ragionevolezza, confronto e condivisione.

 

I lavoratori si sentono adesso deportati senza che si veda un beneficio né per sé stessi e né per il lavoro che svolgono, e soprattutto senza nessuna attenzione  a situazioni personali, familiari  o lavorative.

 

Crediamo invece che il livello di efficienza di una amministrazione si veda anche dalla capacità di raggiungere un equilibrio tra organizzare l’ufficio, compenetrare le esigenze funzionali dell’amministrazione con quelle dei contribuenti, e con quelle  lavorative, personali e familiari del dipendente, motivando i lavoratori  e riconoscendone il ruolo essenziale  a far funzionare al meglio la complessa macchina fiscale.

 

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